Operazione spiagge sicure è una missione impossibile
di Piero Marongiu
Il sindaco: «150mila euro al mese per vigilare sui trenta chilometri di litorale» A Is Aruttas non più di 1.500 bagnanti, ma per i controlli non bastano i volontari
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CABRAS. Spiagge sicure, se ci fossero i soldi. Al momento però sembra di assistere a un «Armiamoci e partite» che vede i sindaci costretti alla battaglia in prima linea senza neanche l’elmetto e con un fucile a elastico. Basti pensare che per monitorare e garantire il rispetto delle norme anticontagio sui trenta chilometri di litorale del Sinis, servirebbero circa 150mila euro al mese. A poche settimane dall’inizio ufficiale dell’alta stagione turistica non tutte le risposte attese dalla Regione sono arrivate nei municipi. E nessuno sa se arriveranno per tempo né se scioglieranno i dubbi palesati dai sindaci all’assessore regionale agli Enti Locali, Quirico Sanna. Compiti molto impegnativi e responsabilità notevoli interamente ricadenti sulle spalle dei primi cittadini, ai quali, però, non sono stati forniti i mezzi economici indispensabili per organizzare ogni aspetto della stagione estiva al meglio.
Ad esempio, i compiti da attribuire ai bagnini, che non possono eseguire contemporaneamente il controllo dei bagnanti e quello che spetta ai pubblici ufficiali per il rispetto del distanziamento fisico che ancora è in vigore. «Non mi tiro certo indietro – sottolinea Andrea Abis –, tuttavia senza un sostegno concreto da parte della Regione sarà tutto più complicato. Il nostro obiettivo è posizionato al 1° luglio, in quella data tutto dovrà essere a posto – prosegue Abis –. Non possiamo attendere risposte che altri tardano a dare. Andiamo avanti con il lavoro nel rispetto delle scadenze che ci siamo dati e domani sarà attivato il primo corso di formazione per i volontari da affiancare alla polizia locale e ai barracelli nel controllo di coste e spiagge, tanto per citare una delle attività in corso».
Per garantire la sorveglianza dei circa trenta chilometri di litorale, di cui una ventina sono di spiagge, il Comune intende formare e mettere in campo ottanta volontari. Al momento però ha dato la loro disponibilità circa la metà. A prescindere dal fatto che si arrivi o meno a ottanta, occorrerà pagare le spese assicurative e riconoscere almeno un piccolo rimborso. Da qui la richiesta di un sostegno da parte della Regione, presentata dai sindaci. Affidare la vigilanza a personale qualificato costerebbe troppo, circa 150mila euro al mese, e il Comune quei soldi non li ha. L’esigenza si può quindi fronteggiare solo con chi già è a disposizione ovvero la polizia locale rinforzata dai barracelli e dai volontari.
Altro problema di non poco conto è quello costituito dal numero di persone che potranno accedere alle spiagge, destinato a essere notevolmente ridimensionato rispetto agli anni scorsi. Gli 800 metri circa di Is Aruttas, una delle spiagge più frequentate del Sinis, passerà dalle 3mila presenze, con punte di oltre 3.500, a non più di 1.500 persone. «I controlli, anche attraverso l’attivazione del numero verde, comprenderanno tutte le spiagge – conclude Abis –. Per ognuna è prevista una quantità di parcheggi studiato in relazione alla quantità di persone che vi potranno accedere. Noi siamo pronti ad accogliere gli ospiti in totale sicurezza perché siamo consapevoli di offrire un posto unico, che in più ha il respiro profondo dell’antico».
Ad esempio, i compiti da attribuire ai bagnini, che non possono eseguire contemporaneamente il controllo dei bagnanti e quello che spetta ai pubblici ufficiali per il rispetto del distanziamento fisico che ancora è in vigore. «Non mi tiro certo indietro – sottolinea Andrea Abis –, tuttavia senza un sostegno concreto da parte della Regione sarà tutto più complicato. Il nostro obiettivo è posizionato al 1° luglio, in quella data tutto dovrà essere a posto – prosegue Abis –. Non possiamo attendere risposte che altri tardano a dare. Andiamo avanti con il lavoro nel rispetto delle scadenze che ci siamo dati e domani sarà attivato il primo corso di formazione per i volontari da affiancare alla polizia locale e ai barracelli nel controllo di coste e spiagge, tanto per citare una delle attività in corso».
Per garantire la sorveglianza dei circa trenta chilometri di litorale, di cui una ventina sono di spiagge, il Comune intende formare e mettere in campo ottanta volontari. Al momento però ha dato la loro disponibilità circa la metà. A prescindere dal fatto che si arrivi o meno a ottanta, occorrerà pagare le spese assicurative e riconoscere almeno un piccolo rimborso. Da qui la richiesta di un sostegno da parte della Regione, presentata dai sindaci. Affidare la vigilanza a personale qualificato costerebbe troppo, circa 150mila euro al mese, e il Comune quei soldi non li ha. L’esigenza si può quindi fronteggiare solo con chi già è a disposizione ovvero la polizia locale rinforzata dai barracelli e dai volontari.
Altro problema di non poco conto è quello costituito dal numero di persone che potranno accedere alle spiagge, destinato a essere notevolmente ridimensionato rispetto agli anni scorsi. Gli 800 metri circa di Is Aruttas, una delle spiagge più frequentate del Sinis, passerà dalle 3mila presenze, con punte di oltre 3.500, a non più di 1.500 persone. «I controlli, anche attraverso l’attivazione del numero verde, comprenderanno tutte le spiagge – conclude Abis –. Per ognuna è prevista una quantità di parcheggi studiato in relazione alla quantità di persone che vi potranno accedere. Noi siamo pronti ad accogliere gli ospiti in totale sicurezza perché siamo consapevoli di offrire un posto unico, che in più ha il respiro profondo dell’antico».
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