«Sanità pubblica smantellata per favorire le strutture private»

ORISTANO. Le accuse sono pesantissime e l’ipotesi è di quelle da far tremare le vene ai polsi: «Mentre si depotenzia un ospedale pubblico, come il San Martino di Oristano, si finanziano posti letto...

ORISTANO. Le accuse sono pesantissime e l’ipotesi è di quelle da far tremare le vene ai polsi: «Mentre si depotenzia un ospedale pubblico, come il San Martino di Oristano, si finanziano posti letto nelle cliniche private». È quanto sostiene Mara Lapia, deputata del Movimennto 5 Stelle, che ha presentato due esposti. Uno è stato indirizzato alla procura, l’altro all’Autorità nazionale anti corruzione. Con essi chiede l’apertura di due indagini parallele sulle condizioni della sanità pubblica nell’Oristanese che negli ultimi tempi ha subito un vero e proprio ridimensionamento. Il caso più eclatante, che ha spinto, il 22 aprile scorso, la parlamentare a scrivere all’Ats per avere delucidazioni, è quello del reparto di Oncoematologia, che dopo la causa giudiziaria, vinta da una paziente che era stata mandata a fare la chemioterapia a Nuoro, si è scoperto non avere tutte le autorizzazioni per la cura dei tumori del sangue.

Da allora la struttura non accoglie nuovi pazienti in terapia. «Esattamente due mesi fa ho scritto all’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, una circostanziata lettera con la quale segnalavo i disservizi che si registravano al San Martino, ma anche negli ospedali di Bosa e di Ghilarza: non dobbiamo dimenticare che, in piena emergenza sanitaria per il Covid-19, l’Assl di Oristano è stata paradossalmente depotenziata, anziché essere rafforzata, e ulteriormente svuotata di servizi e operatori».

Il 7 maggio la parlamentare riceve la risposta, non dall’assessore ma dal direttore sanitario dell’Ats, il dottor Maurizio Locci, in veste di sostituto del commisario straordinario: «La prego di credere che non è in atto alcuno smantellamento della sanità nell’Oristanese che riteniamo strategicamente fondamentale», scrive tra le altre cose Locci. Risposte che non convincono Mara Lapia. Secondo la parlamentare, che nell’eposto chiede al procuratore Ezio Domenico Basso l’apertura di un’indagine su un’ipotesi di «gravi violazioni del diritto alla salute in capo ai cittadini di tutto il territorio oristanese», la situazione sarebbe ben diversa da quella rappresentata dall’Ats: «Sostengono che non manchino gli anestesisti, eppure, proprio la loro carenza blocca gli interventi in ortopedia».

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