Santa Giusta da ieri è una città

Il consiglio vota la proposta del sindaco, forte delle ultime ricerche storiche

SANTA GIUSTA. Da ieri Santa Giusta si è riappropriata del titolo di città. La proposta in tal senso del sindaco Antonello Figus, votata dal Consiglio Comunale convocato in seduta straordinaria, come era prevedibile, è passata. «Al lato pratico – spiega Figus – per noi non cambierà nulla, nel senso che demograficamente non cambierà certo il numero dei residenti. Il titolo ci consente però di riprenderci lo status che la storia ci riconosce fin da quando, qui, i fenici, nel VI secolo a. C., fondarono l’antica città di Othoca, titolo successivamente confermato da Alfonso IV il Benigno con Privilegio datato primo maggio 1328, inviato al Giudice d’Arborea Ugone II, nel quale, oltre a Sancta Justa, Santa Giusta, sono definite città Aristanni (Oristano), Ales e Terralva (Terralba)». La ricerca storica, affidata a Raimondo Zucca, direttore della scuola di specializzazione in beni archeologici dell’università di Sassari, ha prodotto un documento circostanziato che ricostruisce le vicende di Othoca (Othaía Pólis), la città costiera menzionata da Tolomeo fino al periodo giudicale. A differenza di altri antichi insediamenti umani, abbandonati e ricostruiti in luoghi più o meno distanti da quelli originali, la cittadina lagunare, nel tempo, ha solo cambiato il suo nome, passando da Othoca e, forse, come afferma Ettore Pais, Neapolis, città nuova, fino a diventare l’attuale Santa Gusta. I vari passaggi temporali che hanno attestato la presenza umana sempre nello stesso punto, da Othoca a Santa Giusta, sono confermati dai vari ritrovamenti di importanti reperti risalenti al periodo nuragico (Bronzo recente e finale) rinvenuti durante gli scavi nella cripta romanica della cattedrale, nel sagrato della basilica, da cui sono riemersi numerosi frammenti ceramici nuragici del Bronzo finale e della prima età del ferro, come tazze carenate, ritagli di piombo e di bronzo, pesi fittili da rete “ad oliva” e grandi quantità di squame che confermano l’attività di pesca della comunità tra il secondo e il primo millennio A.C. «Adesso modifichiamo lo statuto – spiega Figus – quindi chiederemo al presidente della Regione Solinas di prendere atto della documentazione e adempiere agli atti di sua competenza». Con la delibera adottata ieri dal Consiglio Comunale, Santa Giusta diventa la 23esima città sarda.

Piero Marongiu

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