La Nuova Sardegna

Oristano

San Salvatore, arriva l’ultimo no

di Valentina Atzeni
San Salvatore, arriva l’ultimo no

Cabras, l’associazione dei corridori respinge l’ipotesi di portare su un furgone la statua al villaggio

3 MINUTI DI LETTURA





CABRAS. Crescono i malumori interni al gruppo dei Corridori dopo la riunione che c’è stata due sere fa tra il direttivo dell’associazione che li rappresenta, i priori e il sindaco Andrea Abis. Se fino a ieri qualcuno ancora credeva nella possibilità di condurre sino al villaggio il simulacro di San Salvatore, ieri le speranze si sono spente definitivamente. Alle 23.30, dopo una votazione sofferta, anche la possibilità di trasportare la statua lignea su un mezzo meccanico, ultima spiaggia per non dover saltare a pie’ pari i festeggiamenti, è stata bocciata.

La proposta, che ricalcava quanto già fatto a Cagliari per Sant’Efisio quando la statua fu traportata con un furgoncino scoperto, è arrivata dal primo cittadino, che dopo le diatribe interne ai corridori, aveva pensato che questa soluzione che potesse mettere tutti d’accordo. E invece a dare il no definitivo è stata la maggioranza del direttivo dell’associazione, sette componenti su nove, insieme a undici dei quattordici priori, fermi nel voler conservare la tradizione, fatta di uomini in corsa, in fuga, per salvare simbolicamente il Santo dall’incursione moresca, come avvenne secoli fa. E se così non potrà essere allora non ci sarà niente, neanche una processione fatta di pochi uomini con la mascherina.

Ieri una minoranza di corridori, quelli che non volevano arrendersi, aveva una proposta ben precisa letta agli altri corridori e inoltrata anche alla prefettura, ma pare dal direttivo dell’associazione non c’è stata alcuna apertura. «Sono distrutto – afferma Antonio Manca, presidente dell’associazione –. Tutto quello che si è creato intorno alla festa del Salvatore è inverosimile». E infatti le polemiche non si sono ancora sopite, tanto che Simone Manca, corridore tra i favorevoli a un’alternativa, ha affermato che il sindaco «ha scartato la proposta per una scelta politica avallata dalla maggioranza della stessa assemblea».

A tal proposito Andrea Abis è stato netto: «Credo che, pianificata e gestita assieme all’associazione e al parroco, quella di trasportare il santo su un mezzo meccanico potesse ormai rappresentare l’unica possibilità rimasta per far arrivare al villaggio il simulacro e fargli poi compiere il percorso inverso. Il dibattito è stato intenso ed è stato stabilito dalla maggioranza di non dare corso a questa opzione. La decisione è stata assunta e ora si eviti qualunque polemica».

C’è poi il parroco, Don Bruno Zucca, che non può far altro che rassegnarsi: «Rispetto la decisione presa dall’associazione con la votazione, ma spero almeno che il santo si possa almeno esporre sul sagrato della chiesa o in piazza Stagno se si decidesse di fare la messa sabato mattina alle 6.30. Sarebbe l’opportunità per tutta la comunità di vedere la statua di San Salvatore». In ogni caso si rimette alle decisioni altrui, anche perché non ha certo il potere che ricade in mano ad altre cariche istituzionali.

Difficile però pensare che questa sia la fine della storia per quest’anno. La corsa degli scalzi che non ci sarà animerà a lungo i dibattiti nelle piazze e nei luoghi di ritrovo dei cabraresi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative