Oristano, la denuncia: «Sei mesi per una visita diabetologica»

Un paziente in una lettera indirizzata all’assessore regionale: «La colpa non può più essere del lockdown»

ORISTANO. Venerdì i mesi diventeranno sei. È il tempo di attesa per una visita diabetologica, richiesta a febbraio e poi mai fatta. Il lockdown era una giustificazione più che valida, insormontabile specialmente all’inizio, ma forse valeva davvero solo per il primo periodo. Poi è arrivata la ripartenza e ora la macchina della sanità dovrebbe essere funzionante. Magari non a pieni giri, ma almeno con un livello che garantisca quel minimo di attività che molti pazienti richiedono. Invece questa è una storia di «Sanità assente», proprio come il signor Augusto Melis titola la sua lettera spedita all’assessore regionale Mario Nieddu e alla direzione dell’Assl oristanese che, tra dimissioni e cambi al vertice, a mala pena si regge a galla in attesa di conoscere il nome del definitivo direttore.

Mentre si attende l’evento messianico dacché Mariano Meloni aveva palesato la volontà di andarsene, poi confermata sino ad arrivare al rimpiazzo a tempo affidato due giorni fa a Valentina Marras, non c’è momento in cui non arrivino segnalazioni di ritardi, disservizi o addirittura prestazioni impossibili da ottenere. E così chi si trova dall’altra parte della barricata si vede costretto a chiedere nei modi più impensabili qualcosa che spetterebbe di diritto. «Pur essendo civicamente e perfettamente contribuente, senza alcuna esenzione ticket, aspetto invano una visita diabetologica dal 4 marzo», scrive l’assistito di Fordongianus che poi prosegue: «Secondo le risposte, molto insufficienti degli impiegati, la colpa sarebbe da attribuire al lockdown», ma questo si è concluso da tempo e le procedure per le visite dovrebbero ormai essere riprese.

Non è ciò che accade a Oristano, tanto è vero che lo stesso paziente fa il conto e si scopre che non bastano le dita di una mano per elencarle tutte. Oltre a quella diabetologica, non ha ancora potuto svolgere la visita di fisioterapia richiesta a febbraio, quella con l’otorino richiesta il 7 marzo, quella dermatologica richiesta il 17 marzo, quella pneumologica il 26 marzo e quella oculistica il 22 luglio. Ecco così che non resta che un ultimo tentativo, quello di prendere letteralmente carta e penna e, a mano con l’inchiostro blu, sollecitare l’assessore regionale, «dal quale dipendono le nostre Assl», affinché sia «così cortese da dare presto una risposta convincente a tutte queste manchevolezze, tenuto conto che siamo cittadini onesti, a posto con il pagamento di tutti i tributi richiesti e dovuti».

Abituati alle mail, una lettera scritta a mano sembra figlia di comunicazione d’altri tempi. L’oggetto invece è attualissimo, quel che più conta però è se arriveranno le risposte e soprattutto le visite in tempi celeri. Un’attesa di sei mesi del resto sembra sufficiente per perdere quel minimo di fiducia che viene richiesta.

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