Rientro in classe col dilemma mensa

Oggi incontro tra i dirigenti scolastici e l’amministrazione comunale: ancora irrisolto il problema del consumo dei pasti

ORISTANO. Mensa in aula o negli spazi comuni? È legata all’esito dell’incontro che si tiene oggi fra i dirigenti degli Istituti comprensivi e l’amministrazione comunale, la soluzione del quesito. I dirigenti, che si sono coordinati e proporranno regolamenti unitari, vorrebbero far consumare il pranzo in aula, così da evitare al massimo il rischio dei tanti temuti assembramenti, ma saranno il sindaco Andrea Lutzu e l’assessora all’Istruzione, Stefania Zedda, a valutare una proposta che sicuramente comporterà un notevole cambiamento rispetto al passato.

«La mensa è uno degli elementi irrinunciabili del tempo pieno, che noi vogliamo continuare a garantire», spiega Lina Saba, dirigente dell’Istituto comprensivo numero 3, che conta 730 iscritti nelle scuole dell’infanzia in via Lanusei, primaria al Sacro Cuore e secondaria di primo grado di via Santu Lussurgiu. L’eventualità dei pasti in aula è anche legata alla necessità di reperire ulteriori spazi per evitare i doppi turni di lezione, se non addirittura ritornare alla didattica a distanza.

«Per garantire il rispetto delle distanze all’interno delle aule e consentire agli studenti di fare lezione senza mascherina abbiamo dovuto sacrificare molti spazi, trasformando le sale mense e anche qualche laboratorio in aula vera e propria – dice la dirigente –. Abbiamo eliminato cattedre e armadi dalle aule, il tutto anche in attesa di avere tutti i banchi monoposto che dovrebbero arrivare alla fine di ottobre».

C’è voglia di ritorno alla normalità, nelle parole dei dirigenti scolastici. «Riprendere le lezioni in presenza è indispensabile. Dobbiamo recuperare tutto ciò che abbiamo perso durante la chiusura: ne va dell’apprendimento da parte dei ragazzi», dice infatti Tiziana Laconi, dirigente del Comprensivo numero 2, che conta 610 iscritti tra le scuole dell’infanzia di via Campania e di Silì, la primaria di via Bellini e la secondaria di primo grado di via Marconi. «Partiremo bene – prosegue –, avvantaggiati dal non aver problemi di spazi che eviteranno turni differenziati di ingresso e uscita. Tutti i nostri stabili hanno diversi accessi e addirittura, nella scuola dell’infanzia ogni aula dispone di ingresso autonomo che si affaccia direttamente sul cortile.

Le scuole inoltre, hanno provveduto a ordinare i presidi sanitari da assegnare al personale scolastico, comprese le visiere trasparenti destinate ai docenti di sostegno, in considerazione del fatto che non tutti gli alunni con disabilità sopporterebbero di indossare tutto il giorno la mascherina. Resta l’incognita del personale, non solo docente ma anche tecnico. «Abbiamo chiesto sei nuovi collaboratori: indispensabili per assicurare la sanificazione degli ambienti», conclude Lina Saba.

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