In cerca di mezzo milione, tutte le ipotesi della giunta

Il buco andrà ripianato con un aumento del recupero dall’evasione accertata oppure con la riduzione a carico degli utenti del divario costi, servizi e incassi

ORISTANO. I tributi e le tasse comunali non aumenteranno, la certezza del sindaco Lutzu è granitica. Per alcuni, la situazione non è nemmeno così critica. Tuttavia la necessità di ripianare il buco di 12 milioni nel bilancio del Comune, e soprattutto di evitare che se ne crei un altro, rimane e allo studio della giunta ci sono varie opzioni. Se ne inizierà a parlare stasera, in una seduta di Consiglio in cui la maggioranza sarà chiamata a riconoscere l’esistenza del disavanzo e, subito dopo, ad approvare il piano di rientro. I primi 6 milioni di buco vennero accertati dalla giunta Tendas, mentre con Lutzu sono venuti fuori alri due buchi, uno da 4 milioni e l’altro da 1,7.

Quest’ultima cifra verrà ripagata in un’unica soluzione, impiegando i proventi delle alienazioni e della rinegoziazione dei muti. Un milione e 700 mila euro che spariscono dal bilancio tutti d’un colpo, soldi che vengono meno per investimenti e servizi del Comune.

Le altre due partite dureranno a lungo nel tempo, rate trentennali per il buco da 6 milioni e quindicinali per il buco da 4. Durante gli anni di accavallamento, verrà drenata dal bilancio del Comune una somma pari a quasi 500 mila euro. L’approvazione del piano da parte della maggioranza, per quanto rimanga un atto politico, è pressoché obbligata. La seconda partita si giocherà invece in autunno, e qui ci sono varie opzioni sul tavolo della Giunta. Due di queste esistono in teoria, ma sembrerebbero da scartare. La prima, accennata da Angioi e poi smentita risolutamente da Lutzu – non senza qualche piccola tensione in maggioranza – era l’aumento dell’addizionale Irpef. La seconda è quella di non far nulla, lasciando che a occuparsi di un eventuale nuovo disavanzo sia la prossima amministrazione. Non tutti però sono convinti che la situazione sia critica nel modo in cui l’ha dipinta Angioi, non lo parte della minoranza e non lo è nemmeno Lutzu. L’eventualità di un nuovo buco in ogni caso non è assurda, i residui attivi, cioè i crediti accumulatisi negli anni che il Comune vanta a vario titolo e che non si sono ancora prescritti, alla data del 31 dicembre 2019 ammontavano a 18 milioni di euro. Tutti soldi che il Comune ha previsto di incassare, e invece non sono mai arrivati. È comunque improbabile che non si intervenga per evitare nuovi rischi, l’assessore Angioi l’ha detto chiaro e tondo nei giorni scorsi: «Non voglio avvelenare i pozzi per le prossime amministrazioni». E allora sul tavolo dell’amministrazione restano fondamentalmente due ipotesi: da un lato c’è la lotta all’evasione, che fa perdere ogni anno cifre consistenti, e dall’altro c’è la riduzione della forbice tra costi e ricavi nei servizi che il comune offre a imprenditori e cittadini. In alcuni casi i canoni sono bloccati da decenni, mentre per molti servizi il Comune opera in perdita. Il che può avvenire fondamentalmente in due modi: o diminuendo i costi, tagliando i servizi, o facendo crescere i ricavi, aumentando e adeguando perciò le tariffe. Se si deciderà di agire, qualche sacrificio bisognerà aspettarselo.

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