Parroco ricoverato e 16 nuovi contagi: allerta covid a Sedilo

Don Mongili in ospedale da giovedì. Chiusa la parrocchia Sono 60 le persone in quarantena, proseguono le restrizioni

SEDILO. Sedici nuovi contagi, il parroco positivo e ricoverato con sintomi, più di sessanta persone in quarantena. È l’ultimo bollettino sanitario diffuso in paese, dove nel giro di due settimane i casi di positività al coronavirus hanno raggiunto quota 23. Il conteggio delle nuove infezioni si riferisce ai tamponi processati fra l’11 e il 15 settembre, ma sono diversi i test effettuati nei giorni successivi di cui ancora non sono stati resi noti i risultati.

Con don Battista Mongili sale a tre il numero dei sedilesi ricoverati nelle strutture sanitarie. Il sacerdote, in ospedale da giovedì, è l’unico ad aver manifestato sintomi influenzali e il tampone ha confermato la circolazione virale. Nei primi giorni trascorsi in isolamento domiciliare il parroco è stato sostituito da un altro rappresentante della forania e ieri la diocesi di Alghero Bosa ha disposto la chiusura della parrocchia fino a domani per consentire l’intervento di sanificazione.

Lo stesso trattamento è stato eseguito in via precauzionale mercoledì scorso in municipio per via del legame di parentela tra un dipendente e uno dei soggetti che hanno contratto l’infezione. Anche un bar del paese ha temporaneamente chiuso i battenti per la presenza presunta, nel periodo scorso, di un cliente positivo al covid. Circostanza ridimensionata dal sindaco: «Non c’era alcun avventore positivo e il locale ha chiuso per scelta del proprietario. Semplicemente quest’ultimo si è sottoposto spontaneamente ai controlli sanitari per precauzione, così come stanno facendo altri baristi per il fatto che vengono quotidianamente a contatto con molte persone. La stessa ragione per cui si sono mostrati tutti concordi nell’anticipare la chiusura di bar, birrerie e pub alle 21. Il locale riaprirà non appena l’esercente riceverà l’esito del tampone».

Il primo cittadino ha rivolto un invito alla calma e un nuovo appello ai compaesani. «La situazione è seria, ma non ci sono al momento i presupposti per ipotizzare misure più drastiche di quelle adottate sinora, tuttavia dobbiamo stare tutti più attenti – ha raccomandato Pes analizzando la situazione –. Quello che ci conforta è che la stragrande maggioranza delle persone positive sono asintomatiche e questo denota una carica virale non elevata. Tuttavia, se vogliamo arginare la diffusione dei contagi dobbiamo rispettare le restrizioni normative imposte dal governo nazionale, dalla Regione e dal Comune, a cominciare dal distanziamento sociale. Bisogna evitare il più possibile le uscite, spostarsi da casa solo per cose strettamente necessarie: in questa fase critica l’isolamento è l’unico modo per sconfiggere il virus». L’avvertimento del sindaco non è stato solo verbale, visto che con l’estendersi del focolaio ha introdotto norme più stringenti. Fino al 27 settembre sarà obbligatorio coprire le vie respiratorie con la mascherina giorno e notte anche all’aperto, negli spazi in cui si formino assembramenti occasionali o spontanei, comprese le fermate degli autobus, le pertinenze esterne degli esercizi commerciali e degli uffici pubblici o di pubblica utilità.

Tutto questo mentre il bollettino regionale, indica che i nuovi contagi ufficiali in tutta la provincia sono 8, ma ai sindaci gli avvisi sulle positività arrivano sempre un giorno in anticipo rispetto al comunicato ufficiale. Intanto Oristano registra la prima guarigione tra i positivi.

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