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Oristano

Indice di sportività, provincia fanalino di coda

Indice di sportività, provincia fanalino di coda

La città, nonostante le manifestazioni del 2019, non traina il territorio Bene gli sport d’acqua, male l’accessibilità per disabili, donne e bambini

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ORISTANO. Un anno dopo il titolo di città europea dello Sport assegnato al capoluogo, cambia poco nell'indice di sportività della provincia di Oristano stilato dal Sole 24 Ore. Si passa dal novantasettesimo posto in classifica, su 106 province, al novantunesimo ma in realtà, senza l'impatto negativo del Covid su altri territori, la posizione di Oristano sarebbe stata invariata rispetto all'anno scorso. Si confermano alcune importanti eccellenze, ma sono poche, mentre le criticità rimangono le stesse.

Partendo dalle cose buone, nel 2020 la provincia di Oristano si è piazzata al tredicesimo posto in tutta Italia per gli sport d'acqua: per il quotidiano economico Oristano ha fatto, in questo campo, il doppio di quanto ci si poteva aspettare per un territorio delle sue dimensioni. Contano molto, ovviamente, le attività legate al windsurf a Torregrande e a Capo Mannu e ai vari circoli velici tra Oristano e Cabras, con il canottaggio trainato dalle medaglie dell'oristanese Stefano Oppo. Ma il territorio potrebbe crescere ancora, se si pensa alle potenzialità dell’Omodeo. Ancora meglio negli sport indoor (ginnastica, arti marziali, tennistavolo) con la provincia che si colloca al nono posto in tutta Italia. Per quel che riguarda gli sport di squadra, invece, la classifica va male in tutti gli ambiti, ma a destare maggiore preoccupazione sono gli indicatori relativi ai rapporti tra sport e società. Invariata la posizione, novantaseiesma, per il tasso di praticabilità sportiva. L'indicatore tiene conto della possibilità, per le persone, di praticare uno sport iscrivendosi a una società che opera nel territorio: per il Sole 24 Ore, la provincia in questo campo esprime un risultato che è pari alla metà di quello che ci si potrebbe aspettare da un territorio con quelle caratteristiche. Male anche per quel che riguarda l'accessibilità allo sport per disabili, donne e bambini. L'oristanese, inoltre, risulta ancora poco attrattivo per gli eventi sportivi di livello italiano e internazionale: si trova infatti in settantesima posizione, sviluppando solo il 40 per cento delle proprie potenzialità. Il capitolo più doloroso – per un territorio che a parole punta sul turismo lento e sportivo ma poi nei fatti manca delle infrastrutture e, quando le ha, le tiene chiuse come accade al Percorso dei Fenici tra Cabras e Oristano – è quello dei rapporti fra sport e turismo: la provincia si colloca al settantunesimo posto in Italia è sviluppa solo il 57% delle proprie potenzialità. E non c'entra niente la contrazione del settore dovuta al Covid, dato che la posizione in classifica è più o meno la stessa degli anni precedenti. Davide Pinna

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