Pescatori di frodo scoperti e multati. I muggini vanno ai poveri

CABRAS. Viaggiare a fari spenti nella notte per vedere se è tanto difficile arrivare a casa col bottino nel cofano. Niente di straordinario, ma comunque settanta chili di pesce non sono certo da...

CABRAS. Viaggiare a fari spenti nella notte per vedere se è tanto difficile arrivare a casa col bottino nel cofano. Niente di straordinario, ma comunque settanta chili di pesce non sono certo da buttare via e avrebbero fatto certamente comodo ai due pescatori che vendendoli avrebbero potuto ricavare circa un migliaio di euro. Invece si sono fermati prima di incassare, esattamente quando hanno avuto un incontro ravvicinato spiacevole con una pattuglia della polizia stradale.

Vicino al villaggio di San Salvatore di Sinis, l’auto con il pescato, frutto di una battuta notturna non autorizzata nelle acque degli stagni di Cabras, si è ritrovata davanti la pattuglia. Gli agenti coordinati dal dirigente Roberto Piredda non hanno fatto altro che fermare l’auto: del resto viaggiare a fari spenti di notte è da sanzione. Davanti all’alt, i due pescatori, una volta abbassato il finestrino, hanno prima tergiversato, poi hanno ammesso che il motivo per cui viaggiavano al buio era quello di non richiamare su di sé l’attenzione del servizio di vigilanza dello stagno perché nel bagagliaio avevano qualcosa di ingombrante. Dentro alcune bacinelle c’erano infatti settanta chili di pesce, ottimi muggini e gustose spigole. Vivi e saltellanti, erano destinati alla vendita sommersa, pratica che continua a essere praticata ampiamente da chi riesce sfuggire agli occhi indiscreti dei guardiani della laguna.

A quel punto gli agenti hanno chiesto la collaborazione della Capitaneria di porto assieme alla quale hanno sanzionato i due pescatori con una multa di 2mila euro, procedendo anche al sequestro di circa 900 metri di rete da pesca che era nel bagagliaio. Che fare poi di tutto quel ben di Dio? Ci hanno pensato i veterinari dell’Assl a certificarne l’idoneità al consumo e così è finito sulle tavole di alcuni enti religiosi di beneficenza che l’hanno distribuito nei pasti preparati per i bisognosi, grazie anche all’aiuto dei pescatori del Consorzio Pontis. Classico esempio di pesca miracolosa. (e.carta)

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