Covid, i titolari di un bar sanzionati a Oristano: «Avevamo già chiuso, ma non ci hanno creduto»
Enrico Carta
I titolari del bar Memento 51 in piazza Roma dopo il controllo dei carabinieri: «Stavamo solo riparando la serranda e le persone all’esterno non erano clienti»
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ORISTANO. Mezzanotte era passata da non molto «e noi stavamo cercando di riparare la serranda, ma il bar era chiuso. Dentro non c’erano clienti, il registratore di cassa era spento dalle 23 e non stavamo più servendo da bere alle poche persone che ancora sostavano davanti al nostro locale. Il problema è che i carabinieri non ci hanno creduto». Il giorno dopo la sanzione e, soprattutto dopo il provvedimento di sospensione dell’attività deciso dai militari a seguito di un controllo al bar Memento 51, locale molto frequentato in piazza Roma nella galleria di palazzo Sotico, i titolari dell’attività raccontano un’altra verità che porterà il caso di fronte all’autorità giudiziaria. Il problema non è tanto la multa, ritenuta comunque ingiusta, quanto la chiusura che costringe il bar della piazza a tenere le serrande abbassate sino a giovedì.
I carabinieri infatti, dopo aver valutato la situazione di persona venerdì notte, hanno fatto comunicazione al prefetto di quanto avessero riscontrato e ora sarà quest’ultimo a dover valutare il caso. La sanzione e la successiva chiusura erano scattate automaticamente perché la pattuglia aveva riscontrato una clamorosa irregolarità ovvero quella del mancato rispetto dell’orario di chiusura che gli ultimi provvedimenti governativi avevano stabilito dovesse essere entro mezzanotte, prima delle ultime decisioni arrivate ieri dal nuovo consiglio dei ministri.
La pattuglia dei carabinieri stava facendo i controlli per verificare che tutto fosse in regola, invece, alla fine del servizio è rientrate in caserma con la doppia sanzione e la conseguente chiusura sia del bar Memento 51 sia del circolo Attic Club di via della Conciliazione. Normale attività in un periodo come questo? No, perché Anna Maria Flore e Antonello Coa, che lavorano e gestiscono l’attività di piazza Roma, si leva forte la protesta: «Alle 23 il bar era già chiuso – dice Anna Maria Flore –. Non ci stanchiamo di ripeterlo e siamo davvero amareggiati per quanto accaduto. All’interno c’erano solo i dipendenti che stavano ultimando le pulizie e mio figlio Antonello che era all’esterno perché la serranda non veniva giù e stava cercando di ripararla. C’erano ovviamente le luci accese, ma i tavoli erano stati già ritirati e le tre persone che chiacchieravano all’esterno non erano nostri clienti, eppure non siamo stati creduti. Con i problemi economici che ci sono in questo momento, mai avremmo rischiato di tenere aperto sapendo a cosa andiamo incontro. Se controllano dalle telecamere di videosorveglianza della piazza, tutto sarà chiaro».
Ma si farà in tempo a valutare la situazione prima che i cinque giorni scadano? Intanto il sabato e la domenica sono passati perché questo tipo di provvedimenti non ha certo una corsia preferenziale nel fine settimana. Per la multa non ci sono problemi, perché il termine per il pagamento è di trenta giorni, ma la riapertura del bar è fissata per giovedì e difficilmente, anche se i proprietari avessero ragione e i carabinieri avessero mal interpretato la situazione, un ricorso difficilmente sarà esaminato e giudicato prima dei cinque giorni già indicati dal provvedimento temporaneo di sospensione. «Stiamo valutando con l’avvocato Francesco Campanelli che procedura seguire, ma l’amarezza resta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I carabinieri infatti, dopo aver valutato la situazione di persona venerdì notte, hanno fatto comunicazione al prefetto di quanto avessero riscontrato e ora sarà quest’ultimo a dover valutare il caso. La sanzione e la successiva chiusura erano scattate automaticamente perché la pattuglia aveva riscontrato una clamorosa irregolarità ovvero quella del mancato rispetto dell’orario di chiusura che gli ultimi provvedimenti governativi avevano stabilito dovesse essere entro mezzanotte, prima delle ultime decisioni arrivate ieri dal nuovo consiglio dei ministri.
La pattuglia dei carabinieri stava facendo i controlli per verificare che tutto fosse in regola, invece, alla fine del servizio è rientrate in caserma con la doppia sanzione e la conseguente chiusura sia del bar Memento 51 sia del circolo Attic Club di via della Conciliazione. Normale attività in un periodo come questo? No, perché Anna Maria Flore e Antonello Coa, che lavorano e gestiscono l’attività di piazza Roma, si leva forte la protesta: «Alle 23 il bar era già chiuso – dice Anna Maria Flore –. Non ci stanchiamo di ripeterlo e siamo davvero amareggiati per quanto accaduto. All’interno c’erano solo i dipendenti che stavano ultimando le pulizie e mio figlio Antonello che era all’esterno perché la serranda non veniva giù e stava cercando di ripararla. C’erano ovviamente le luci accese, ma i tavoli erano stati già ritirati e le tre persone che chiacchieravano all’esterno non erano nostri clienti, eppure non siamo stati creduti. Con i problemi economici che ci sono in questo momento, mai avremmo rischiato di tenere aperto sapendo a cosa andiamo incontro. Se controllano dalle telecamere di videosorveglianza della piazza, tutto sarà chiaro».
Ma si farà in tempo a valutare la situazione prima che i cinque giorni scadano? Intanto il sabato e la domenica sono passati perché questo tipo di provvedimenti non ha certo una corsia preferenziale nel fine settimana. Per la multa non ci sono problemi, perché il termine per il pagamento è di trenta giorni, ma la riapertura del bar è fissata per giovedì e difficilmente, anche se i proprietari avessero ragione e i carabinieri avessero mal interpretato la situazione, un ricorso difficilmente sarà esaminato e giudicato prima dei cinque giorni già indicati dal provvedimento temporaneo di sospensione. «Stiamo valutando con l’avvocato Francesco Campanelli che procedura seguire, ma l’amarezza resta».
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