Il centro storico “minacciato” dai tredicenni

Salta la riunione della commissione ai Servizi sociali, restano i problemi educativi e di ordine pubblico

ORISTANO. Residenti esasperati dagli schiamazzi, vie del centro ridotte a immondezzai, vandalismo, assembramenti e un problema sociale legato all’abuso di alcolici da parte di minorenni. Questi temi avrebbero dovuto essere al centro di una seduta della commissione consiliare Politiche giovanili, saltata con le disposizioni dell’ultimo decreto governativo. «Avrei voluto portare dentro le istituzioni il dibattito sui problemi giovanili che riguardano il centro storico, ma abbiamo dovuto rinviare la riunione» spiega il presidente della commissione Antonio Iatalese.

Se la seduta è saltata, non sono venuti meno i problemi che avevano portato alla sua convocazione. Da mesi segnano le notti dei residenti soprattutto nei dintorni della chiesa del Carmine, di Santa Chiara e nei pressi di piazza Cattedrale. E che destano preoccupazione perché i protagonisti sarebbero in buona parte ragazzi molto giovani: «Se in piazza Cattedrale ci sono ragazzi più grandi, in zone come Santa Chiara troviamo minorenni, adolescenti e pre-adolescenti che studiano alle medie. Qualche caso è già seguito dai servizi sociali» afferma Iatalese, che pone l’accento sulla natura sociale del problema: «Avevamo avviato un percorso che stava dando i suoi frutti con i ragazzi che frequentano piazza Cattedrale. Poi si è interrotto, ma al momento soprattutto per i piccoli di età stiamo studiando coi servizi sociali progetti di contrasto all’alcolismo». Per il presidente la soluzione non è la chiusura di vie e piazze: «Andrebbero altrove, il problema è di origine sociale ed è lì che si deve intervenire».

È un percorso lungo che punta a scovare situazioni di disagio che determinano il modo di vivere le piazze, spesso non compatibile con le esigenze dei residenti. Questi, dal canto loro, chiedono misure più dure e rapide: «Ho parlato con i ragazzini che si incontrano dietro il Carmine – racconta Salvatore Erdas, uno dei residenti che ha sollevato il problema – e sono studenti delle medie. Si danno appuntamento nel primo pomeriggio e restano lì fino al mattino. Non si può pretendere responsabilità da tredicenni, bisogna prevedere sanzioni pesanti per le famiglie che li lasciano abbandonati a se stessi».

Ci sono i pericoli sanitari, invece, al centro delle preoccupazioni del rettore del seminario, don Alessandro Floris: «Il tempo ci sta dando ragione, la curia aveva fatto bene a chiudere una parte di piazza Cattedarle. Abbiamo lasciato aperta la parte più in basso perché non vogliamo cacciare nessuno, ma la situazione sanitaria peggiora e a me pare che questi ragazzi sottovalutino la pandemia: gli assembramenti sono pericolosi».

Distingue fra il problema del decoro e quello del vandalismo, il presidente della Consulta giovanile Emanuele Orrù: «Il nostro percorso con i ragazzi di piazza Cattedrale stava funzionando e si è purtroppo interrotto. Ma se ci sono danneggiamenti, la questione riguarda le forze dell’ordine».

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