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In tanti protestano in silenzio «Traditi nei nostri diritti»
GHILARZA. Traditi, defraudati, scippati, delusi, arrabbiati, ma non domi. Così si sentono i cittadini e gli amministratori locali, che ieri si sono ritrovati davanti all’ospedale, simbolo di mille...
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GHILARZA. Traditi, defraudati, scippati, delusi, arrabbiati, ma non domi. Così si sentono i cittadini e gli amministratori locali, che ieri si sono ritrovati davanti all’ospedale, simbolo di mille battaglie, per rinnovare l' impegno a proseguire la lotta in favore di una riorganizzazione della rete sanitaria provinciale secondo standard di qualità rispondenti a quel diritto alle cure sancito dalla Costituzione. Un diritto negato dalla politica regionale e rivendicato attraverso una petizione popolare aperta in 36 comuni dal comitato provinciale per la salute. La crociata non si fermerà tanto presto. Lo ha assicurato il Comitato Delogu Bene Comune pretendendo ancora una volta risposte sul fallimento di una riforma mai applicata, sulla mancata attivazione del Centro di emergenza territoriale a Ghilarza, sulla graduale spoliazione dei servizi ospedalieri e sullo “scippo” del reparto Covid, dapprima previsto nel presidio del Guilcier e improvvisamente spuntato a Oristano. «Ci spieghino perché hanno distratto i fondi destinati al nostro ospedale, perché hanno aperto altrove un reparto per la cura del virus che secondo i piani originari avrebbe dovuto funzionare al Delogu in aggiunta a quelli esistenti», ha detto Raffaele Manca, che ha dedicato la manifestazione di ieri al giovane di Sorradile ucciso da un infarto anche a causa dell'inaccessibilità del punto di primo intervento. In memoria di Tatti e del carabiniere morto pochi giorni fa nell'incidente vicino la bivio per Paulilatino sono stati listati a lutto i manichini spogli esposti in piazza. Nero è anche l'orizzonte che vedono dinnanzi a loro le persone bisognose di cure, vittime dell'incapacità o della difficoltà di riorganizzare il sistema sanitario senza sacrificare né i pazienti Covid né le persone affette da altre patologie. Una realtà descritta nell' "Opera buffa con finale triste" inscenata dalla consigliera comunale e medico del Delogu in pensione Filomena Deriu con l'aiuto di alcuni volontari, che hanno rappresentato il dramma delle migliaia di malati cronici e oncologici che in dieci mesi si sono visti negare cure e visite specialistiche. Polemico anche l'intervento del sindaco «I fatti non sono mai stati consequenziali alla parola data. Anzi, com'è successo per il reparto Covid o per il trasloco dei letti, noi amministratori veniamo tenuti all'oscuro delle scelte che riguardano il territorio anziché essere interpellati», ha lamentato Alessandro Defrassu.
Maria Antonietta Cossu
Maria Antonietta Cossu
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