Oristano, l’incubo Pronto Soccorso: i malati nei lettini da visita

Da una settimana il reparto strapieno di positivi al virus, ieri i primi trasferimenti Ghilarza chiude Medicina e la chirurgia di un giorno per un nuovo reparto covid

ORISTANO. Dopo una settimana di caos, ieri sera con una nota di cinque righe la Assl di Oristano ha comunicato che è stato finalmente aperto, diventando operativo, il repartino covid del San Martino. Gli ultimi ritardi, secondo fonti Assl erano dovuti a problemi tecnici riguardanti la messa a regime di alcuni macchinari. «È operativo da oggi, al piano terra del corpo principale dell'ospedale San Martino di Oristano, il nuovo reparto Covid, dotato di 10 posti letto e destinato ad ospitare i pazienti con accertata positività al Sars Cov-2 e che necessitano di ospedalizzazione. Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) è stato avviato il trasferimento dei primi pazienti Covid positivi dal Pronto Soccorso alla nuova area, trasferimento che si protrarrà per l'intera giornata. L'attivazione del nuovo reparto permetterà di decongestionare il Pronto Soccorso oristanese, che in questi giorni non è mai stato chiuso, ma il cui accesso è stato riservato ai soli casi Covid, considerata la necessità di garantire a tutti gli utenti la massima sicurezza dei percorsi di diagnosi e cura». Questa la nota della Assl.

In realtà la situazione del Pronto Soccorso anche ieri non era certo ideale. Tutt’altro. In quelle stanze erano presenti 18 pazienti positivi al covid, alcuni ventilati, nessuno per fortuna intubato. I letti normali a loro disposizione erano al massimo 8. Gli altri hanno trascorso l’intera settimana, per i più “anziani” o troppi giorni, nei lettini da visita, per nulla adatti alla bisogna. Una forma di tortura, una condizione inaccettabile che getta una luce sinistra su cosa sia accaduto al Pronto Soccorso di Oristano in questa settimana. Sarebbe interessante sapere se i servizi igienici del reparto erano adeguati a ospitare non in promiscuità tutti i pazienti e gli operatori. Un Pronto soccorso formalmente aperto, ma nei fatti chiuso, sbarrato, blindato, certo non disponibile ad accogliere pazienti “normali”. Questa è la situazione a ieri. Due, forse, nella notte, tre pazienti sono stati trasferito al repartino covid, ma i numeri dicono che il repartino con 10 posti letto adesso può contenere la metà dei pazienti covid presenti al San Martino, perchè ai 18 del pronto soccorso si devono aggiungere i due in medicina. Un trasferimento lento, che certo non consentirà al Pronto soccorso di tornare alla normalità nel giro di ore.

Come non tornerà alla normalità l’intero sistema sanitario provinciale, sconquassato non solo dal covid. A Bosa e Ghilarza è stata chiusa la chirurgiadi un giorno: quelli di bosa sono stati trasferiti al pronto soccorso, mentre quelli di Ghilarza andranno a Oristano. Altri medici del Delogu andranno al reparto covid di Oristano, mentre altri medici andranno al reparto covid che verrà aperto a giorni a Ghilarza. Medicina di Ghilarza ieri è stata chiusa, per far posto al reparto covid, in un tourbillon di nomine e promesse, che ha provocato ulteriore rabbia nel comitato a difesa del Delogu, che vede l’ospedale del Guilcer pericolosamente svuotato.

 

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