Covid, Oristano: il pronto soccorso del San Martino di nuovo chiuso

I medici segnalano gravi criticità e la direzione Assl, dopo gli ultimi proclami fa una retromarcia

ORISTANO. È rimasto aperto solo 48 ore, in una caos che non ha prodotto altri guai solo per la dedizione e il sacrificio degli operatori, poi è stato richiuso. Il Pronto Soccorso del San Martino da ieri dalle 19.29 è nuovamente sbarrato agli accessi esterni sino a quando non verrà del tutto liberato dai pazienti covid rimasti. Questa volta non è stato il destino cinico e baro a valutare come opportuna la sua chiusura ma la stesa direzione della Assl, che dopo aver ricevuto allarmate lettere ufficiali dei medici operanti al Pronto Soccorso ha pensato che non fosse il caso di rischiare l’intervento della magistratura se qualcosa, anche la più banale, fosse andata storta.

E così il direttore della Assl, Maria Valentina Marras ha disposto, naturalmente momentaneamente, la chiusura del Pronto Soccorso. Del resto i campanelli d’allarme per il direttore erano squillati presto, molto presto. Addirittura alle 4 e 29 di domenica notte, quando una medico del Pronto Soccorso, il sola presente per tutto il servizio, ha inforcato gli occhiali e ha scritto alla direttrice una missiva che non lasciava per nulla spazio all’immaginazione. «È impossibile portare avanti le disposizioni da voi impartite (sulla riapertura del pronto soccorso, ndr) per le seguenti motivazioni: saturati i posti letto di bassa-media intensità a Oristano-Ghilara-Bosa-Olbia; nessun posto letto per i pazienti ad alta intensità (ci si riferisce a pazienti covid, ndr) a Cagliari, Sassari e Nuoro; il 118 manda pazienti a Oristano piuttosto che a Bosa, come da voi richiesto. Adesso ci sono 9 pazienti covid. C’è un solo medico e deve seguire sia le normali urgenze che i pazienti covid, e non può trovarsi contemporaneamente nelle due aree, con i problemi di vestizione/svestizione che ciò comporta». Il senso della disperata missiva era chiaro, così come le ulteriori informazioni che indirettamente la nota fornisce: da Oristano a Bosa nei giorni scorsi è stato trasferito un solo paziente al giorno; Bosa non è pronta per gestire pazienti anche con piccoli problemi; il dialogo tra i reparti e il pronto soccorso non è fluido come la situazione obbligherebbe. Ieri sera la situazione non è migliorata, al punto che un altro medico ha nuovamente scritto alla Marras, chiedendo con urgenza disposizioni scritte sulla chiusura del pronto Soccorso o la definizione di percorsi alternativi per i pazienti che vi arrivano». E qui una ulteriore notizia: la mancanza a novembre, di percorsi alternativi per i pazienti in Pronto Soccorso. «Adesso ci sono otto pazienti positivi in osservazione breve, due in sala poltrone, e altri due nelle sale». Insomma invece di diminuire in un solo giorno i pazienti sono aumentati di tre unità. A questo punto la Marras ha deciso che non valeva la pena difendere l’indifendibile e ha risposto con una nota di poche righe. «Data l’attuale presenza di 12 pazienti positivi, con 4 pazienti nella zona pulita, si dispone la momentanea chiusura del Pronto Soccorso garantendo comunque i codici rossi sospetti covid. Si prega di allertare il 118 per i ricoveri a Bosa o a San Gavino». Adesso potrebbe ricominciare la solita sequenza di precisazioni: il Pronto Soccorso non è chiuso, arriveranno presto nuovi medici, stiamo facendo tutto il possibile, la Regione ci sta aiutando, il personale è fantastico, non ci sono criticità insuperabili, con i nuovi posti a Bosa, al covid hotel e a Ghilarza riusciremo a svuotare subito il Pronto Soccorso di Oristano. E via discorrendo.(g.cen.)

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