Anziana malata senza assistenza dopo 10 giorni va in ospedale

SORRADILE. Dopo dieci giorni di appelli e affannose ricerche per una degna sistemazione, è stata trovata una soluzione per l’anziana malata di Alzheimer e di covid rimasta sola a casa senza...

SORRADILE. Dopo dieci giorni di appelli e affannose ricerche per una degna sistemazione, è stata trovata una soluzione per l’anziana malata di Alzheimer e di covid rimasta sola a casa senza assistenza sanitaria. Ieri l’ottantunenne è stata ricoverata nel reparto Covid di Oristano. Un’ambulanza del 118 l’ha prelevata nel primo pomeriggio dalla sua abitazione, dove ha vissuto in solitudine svariati giorni e altrettante notti dopo il trasferimento in ospedale della sorella, anche lei risultata positiva al coronavirus. La donna ha vissuto una vera e propria odissea, e molto è costato in termini di nervi e di energie anche a chi ha seguito il suo caso da vicino. Il sindaco Pietro Arca ha dovuto sollecitare istituzioni politiche e autorità sanitarie provinciali e regionali prima di assicurare alla compaesana cure e attenzioni adeguate. «È un dramma, non si possono lasciare le persone con patologie gravi prive di assistenza e di terapie riabilitative – ha sbottato ancora una volta il sindaco –. Bisogna mettere mano a questa riforma, bisogna riorganizzare la medicina territoriale e introdurre la telemedicina. Questa vicenda ha messo in luce anche la totale assenza di un raccordo tra medici di base, le strutture di Igiene pubblica e le Usca. Dopo aver chiesto aiuto per giorni e aver interpellato Ats e assessore alla Sanità, ieri si sono mossi tutti insieme e nessuno sapeva degli altri: l’Assl di Oristano, l’Usca di Ales-Terralba, allertata dall’assessorato alla Sanità, e l’Ufficio di Igiene pubblica di Oristano mi hanno contattato annunciandomi che avrebbero preso in carico il caso della paziente. Ma c’è voluto uno sforzo enorme per ottenere qualcosa che sarebbe dovuto scattare in automatico. È assurdo che non esista almeno una struttura di riabilitazione per ogni provincia. Come faranno a recuperare queste persone una volta tornate a casa?» continuava a domandarsi ieri Pietro Arca. Oggi, intanto, comincia lo screening di massa, con i primi test antigenici dei 400 previsti sull’intera popolazione. (mac)

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