La Nuova Sardegna

Oristano

Termodinamico, la Solar Power al Consiglio di Stato

di Giuseppe Centore
Termodinamico, la Solar Power al Consiglio di Stato

Contestata in più punti la sentenza del Tar Sardegna I giudici a febbraio avevano dato l’ok allo stop al progetto

3 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. A fine febbraio la sentenza dei giudici amministrativi del Tar della Sardegna che rigettava il ricorso della San Quirico Solar Power e manteneva il vita la decisione dell’assessorato all’industria che negava le autorizzazioni finali. Adesso l’ultimo atto, con il ricorso rpesentato dala società altoatesina al Consiglio di Stato nel quale si chiede di annullare o riformare la sentenza dei giudici di primo grado.

La Solar Power, tutelata dagli avvocati Pietro Franceschi, Mario Sanino e Fabrizio Viola, contesta la bocciatura dell’autorizzazione unica presentata dalla società stessa alla Regione e illustra in sei motivi le ragioni per le quali i giudici di Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato (organo di secondo grado per gli atti della pubblica amministrazione) possono e devono rivedere la sentenza del Tar. Il ricorso, prima di illustrare le ragioni di merito, ricorda il perchè la Regione aveva negato l’autorizzazione ai lavori (l’assenza della proprietà delle aree) e che questo era in realtà l’unico punto su cui i giudici del Tar avevano basato la loro decisione di respingere il ricorso presentato dalla Solar Power. «Il Tar ha respinto il nostro ricorso – dicono in sostanza i legali della Solar Power che si sono rivolti al Consiglio di Stato – ritenendo insuperabili le argomentazioni delle controparti, Regione e Comuni, sulla mancanza della disponibilità del suolo».

E qui i legali della Solar Power intervengono con sei argomentazioni, citando anche precedenti giurisprudenziali di altri Tribunali amministrativi che darebbero ragione alla Solar Power, del tutto autorizzata, a questo punto, a mandare avanti il progetto.

I sei punti. I legali ricordano che il concetto di disponibilità e la tempistica di acquisizione delle aree non sono neutri. In sostanza non serviva avere la proprietà delle aree, ma solo che vi fosse, come secondo la Solar Power c’era, l’impegno a concedere le stesse. E poi si citano le aree sia del Comune che della Assl. Il primo non ha mai completamente revocato la convenzione, ma lo ha solo annunciato; questa sarebbe ancora valida. Caso analogo per la Assl, che non ha mai formalmente fatto marcia indietro dopo aver approvato una delibera. Stesso discorso vale per le strade comunali. Il terzo motivo di ricorso al Tar è più tecnico e riguarda per così dire il “peso” degli impegni reciproci assunti tra le parti, il loro valore, il peso che hanno gli investimenti e la tipologia stessa degli impegni. A seguire il quarto motivo che contesta l’errata valutazione della Regione sulla disponibilità delle aree e ritiene non rispettato il principio di leale collaborazione da parte del Comune di Oristano e da parte della Regione, accusata anche di eccesso di potere. Anche il quinto motivo attiene alle carte, agli atti firmati e non revocati e punta il dito sul fatto che l’unica ragione che ha spinto il Comune di Oristano a cambiare parere sia il cambio di amministrazione: dalla giunta Tendas a quella Lutzu. Infine l’ultimo punto, dove si citano a supporto della debolezza della sentenza del Tar, pareri del consiglio di Stato, e dei Tar Puglia, Toscana e Sicilia.

Non si conoscono i tempi di decisione del Consiglio di Stato, ma in ogni caso i giudici potrebbero comunque esprimere un punto fermo su una vicenda che da troppi anni si trascina su vari fronti, non solo amministrativi ma soprattutto politici, con i due ultimi sindaci di Oristano su posizioni opposte e politicamente distanti, ma entrambi consapevoli che il rischio per le casse cittadine di dover sopportare il costo di eventuali richieste danni sarebbe elevato e da evitare a qualunque costo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative