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cronaca

Arcidano, il Comune frena le energie rinnovabili

Biogas, fotovoltaico e altri impianti occupano vaste superfici lasciando poco spazio alle altre imprese


03 dicembre 2020 di Michela Cuccu


SAN NICOLÒ ARCIDANO. Il consiglio comunale dice basta alla realizzazione all'interno dell’area per gli insediamenti produttivi di altri impianti per la produzione di energie rinnovabili. Dopo le proteste sollevate a seguito della concessione delle aree alla BS Green, che incassato il rifiuto da parte del Comune di Terralba, ha trovato invece ospitalità a San Nicolò d’Arcidano per la realizzazione dello stabilimento per lo smaltimento e la trasformazione in biogas degli scarti di origine animale, l’amministrazione comunale ha deciso di mettersi al riparo da ulteriori polemiche. E anche da altri investimenti simili.

D’ora in poi, l’ultima parola per l’autorizzazione di nuovi impianti nell’area artigianale, spetterà al consiglio comunale. Lunedì l’assemblea civica ha infatti approvato la proposta di modifica del regolamento dell’area Pip. «Non chiudiamo le porte in faccia all’imprenditoria, piuttosto vogliamo decidere come indirizzare lo sviluppo della nostra economia», spiega infatti il sindaco, Davide Fanari, che compie così uno dei primi atti della sua amministrazione.

Già durante la campagna elettorale, la lista del neoeletto primo cittadino, l’unica ad essersi presentata, aveva posto fra i primi obiettivi della nuova giunta, la necessità di dotarsi di strumenti che potessero consentire di incidere sulla programmazione dell’utilizzo delle aree destinate agli insediamenti produttivi. «Ormai il 70 per cento della zona risulta occupato da stabilimenti per le energie rinnovabili. Oltre all’impianto che dovrà realizzare la BS Green su poco meno di due ettari, stanno per iniziare i lavori per la realizzazione su circa cinque ettari di un impianto fotovoltaico. La nostra idea è quella di poter diversificare meglio la tipologia dei futuri insediamenti».

È dalla fine dell’estate che a San Nicolò Arcidano infuria la polemica a seguito della cessione, per 95mila euro delle aree Pip alla Bs Green. Contro la realizzazione dell’impianto per la trasformazione degli scarti di origine animale in biogas, è sorto anche un comitato di cittadini dal nome decisamente evocativo di “Non è aria”. In questi mesi il comitato si è dato da fare promuovendo due petizioni contro la realizzazione della centrale: la prima online è già in corso, l’altra, cartacea, partirà a breve. Nonostante le rassicurazioni da parte dell’azienda, infatti, ci sono fortissime preoccupazioni per le emissioni che potrebbero rendere l'aria irrespirabile. Nei giorni scorsi, inoltre, “Non è aria” ha chiesto di poter incontrare l’amministrazione comunale. Difficile però che si assista a passi indietro o ad azioni clamorose che blocchino l’impianto.

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