Sedilo, sgozzato un gregge di pecore

Atto intimidatorio nella notte tra giovedì e venerdì ai danni di un allevatore

SEDILO. Un gregge di una novantina di pecore sgozzato. Il buio che copre l’azione di chi voleva fare uno sgarbo a un allevatore di 58 anni. Le indagini dei carabinieri che partono con pochissime certezze, come spesso avviene in casi come questi. La sola verità è che l’atto intimidatorio è davvero pesante. Sarebbe avvenuto, senza che però si sappia con precisione l’orario, tra la serata di giovedì e le primissime ore del mattino di venerdì, momento in cui l’allevatore è arrivato in un terreno sul lago Omodeo di proprietà pubblica per accudire come ogni giorno il bestiame che segue insieme al figlio.

Non è stato però un giorno come gli altri perché subito si è reso conto di quanto era accaduto. Gran parte del gregge era stato ammazzato dalla furia di chi, secondo le leggi non scritte delle campagne sarde, voleva punire l’allevatore. E qui si aprono le strade per tantissime ipotesi, da quella classica di una vendetta a quella altrettanto abituale di un avvertimento per qualche azione, commessa magari fuori dall’ambito agropastorale e che ad altri non è andata giù.

È nel buio fitto, lo stesso che ha nascosto l’azione di chi ha sgozzato gli animali, che si devono muovere i carabinieri della stazione del paese e della Compagnia di Ghilarza, che vanno a caccia dei responsabili. Intanto l’allevatore non può far altro che far la conta del danno subito, interrogarsi su chi potesse nutrire una così forte voglia di compiere una sgarro di quel tipo nei suoi confronti e proseguire il suo lavoro con quella parte di gregge che non è stata invece presa di mira. (e.carta)

WsStaticBoxes WsStaticBoxes