Circonvallazione avanti senza soldi e tra mille ostacoli

Il Comune ha i fondi solo per una parte della nuova strada Resta l’incognita del collegamento con quella provinciale

ORISTANO. Le ruspe stanno scaldando i motori, per l’avvio del primo lotto del cantiere della circonvallazione Ovest, quello che dall’ingresso nord della città si innesta su via Campanelli per arrivare alla zona sul retro dell’ospedale. Gli espropri sono già partiti, valgono ben 710mila euro, e l’appalto da 1 milione e 800mila euro è stato aggiudicato in primavera. Perché la viabilità cittadina cominci la propria rivoluzione, però, serve anche il secondo lotto, che connetterà la nuova strada all’ingresso settentrionale di Oristano e qui c’è già qualche ostacolo. Il progetto di fattibilità c’è, è stato presentato ieri alle commissioni consiliari, ma deve fare i conti in senso letterale anche con il problema del finanziamento.

Al momento il Comune ha disposizione 1 milione e 300mila euro, ma serve almeno un altro milione per poter realizzare interamente il progetto. Su questo piano si dovrà muovere nei prossimi mesi l’amministrazione, scegliendo se dividere l’opera in due stralci funzionali oppure cercare nuovi finanziamenti.

In tutta la vicenda, il tempo gioca un ruolo importante, perché c’è una scadenza da rispettare: i lavori vanno appaltati entro il 31 dicembre del prossimo, altrimenti c’è il rischio di perdere il primo finanziamento e Oristano ha già brutte esperienza in materia di fondi revocati. La vicenda poi si complica ulteriormente, perché bisogna tener conto dei progetti della Provincia intenta a realizzare la propria circonvallazione, quella che costeggia l’argine del Tirso e corre a distanza molto maggiore dal centro abitato rispetto a quella comunale.

Le due opere avrebbero dovuto congiungersi poco più a ovest delle rampe di accesso ai due ponti sul Tirso. Ma il progetto della Provincia è fermo da anni e secondo i progettisti che hanno redatto per il Comune lo studio di fattibilità sul secondo lotto della circonvallazione Ovest, è anche impraticabile. Fra i tanti motivi all’origine di questo giudizio c’è il fatto che la Provincia aveva pensato di realizzare un sottopasso a pochi metri dall’argine, in una zona ad alto rischio idrogeologico. Allora l’unica soluzione per il Comune è mettere in un angolo il progetto della Provincia e fare tutto autonomamente.

Si prevede una grande rotonda, con diametro di 58 metri, che vada a sovrapporsi alle due rampe. Sei innesti in totale: due, in entrata e in uscita, per i due ponti sul Tirso; uno in entrata dalla circonvallazione Nord che porta a Silì; uno, in entrambi i sensi di marcia, per via Cagliari; un altro, in entrambi i sensi di marcia, che si ricongiunge in via Campanelli al primo lotto della circonvallazione comunale; infine un troncone per congiungersi alla circonvallazione Ovest provinciale, che però probabilmente non vedrà mai la luce.

L’operazione ha bisogno del via libera del consiglio comunale, dato che è prevista una piccola variante al Puc, e ora la vera sfida sarà quella del finanziamento. Proprio sulle soluzioni è emersa la perplessità del capogruppo del Pd Efisio Sanna, che ai tempi della giunta Tendas gestì da assessore ai Lavori Pubblici la partita della circonvallazione: «Bisogna trovare il modo per rendere l’opera funzionale anche prima che il progetto sia completato. Non ha senso fare un primo lotto che non abbia poi utilità. Se per ora le risorse consentono solo un intervento ridotto, il primo obiettivo dovrebbe essere quello di alleggerire il traffico in ingresso, per poi integrare in seguito gli altri collegamenti con nuovi fondi».

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