Sanità in agonia, comitati in piazza

I movimenti spontanei di Oristano e Ghilarza di fronte al San Martino sperano nell’ennesima promessa della Regione

ORISTANO. Due comitati e anche qualche sindaco, ieri mattina si sono trovati a manifestare di fronte all’ospedale san Martino. Quasi tutti con un cartello listato a lutto, a significare la morte della sanità oristanese che in pena pandemia, si è trovata con l’unico pronto soccorso dell’intera provincia, chiuso per oltre 40 giorni.

La decisione dei due comitati è quella di mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica su un’emergenza che ancora non è finita, anche se il Pronto soccorso ha riaperto, e anche se l’altra sera, a Ghilarza, il presidente della commissione regionale alla Sanità, Domenico Gallus, incontrando il Comitato per l’ospedale Delogu, ha garantito che a metà di gennaio ci saranno cambiamenti importanti, con il rafforzamento degli organici e la riapertura del punto di primo intervento al Delogu.

Roberto Martani, componente del Comitato per il diritto alla salute in provincia di Oristano, promotore della manifestazione, spiega perché, adesso, è il momento di non allentare la presa: «Quando ti senti dire dai politici locali che quanto è avvenuto non era prevedibile e vien meno l’apporto indispensabile di una struttura come il san Martino che per politiche scellerate dei pensionamenti senza prevedere nuove assunzioni, lasciando allo sbando 150 mila persone, è evidente che le cose non funzionano».

Mario Tendas, sindaco di Solarussa teme che il peggio non sia passato. «Anche il territorio, oltre agli ospedali sta pagando gli effetti di politiche sbagliate e di ritardi non colmati; le ricadute saranno pesanti». I comitati continuano a battere su un punto preciso: la necessità di considerare tutte le strutture ospedaliere, dunque anche il Mastino di Bosa e il Delogu di Ghilarza, elementi imprescindibili per garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini della provincia.

«È un aspetto che finalmente, anche l’Ares ha fatto suo - spiega Raffaele Manca, presidente del Comitato per l’ospedale Delogu - e quanto insensata sia stata la scelta, una volta esploso il focolaio a Oristano, pensare di trasferire tutto il reparto di Medicina a Bosa». Il sindaco di Ghilarza, Stefano Licheri, vuole essere ottimista: «Dalla Regione abbiamo avuto conferma che da metà gennaio il Delogu verrà potenziato, ma se gli impegni non saranno mantenuti, saremo nuovamente in piazza».

Secondo il Comitato in difesa del Delogu, la riorganizzazione del sistema sanitario dell'Oristanese non può più attendere. È toccato al consigliere regionale e presidente della Commissione Sanità Domemico Gallus elencare i segnali che porterebbero nella direzione della salvaguardia e del rilancio del San Martino, del Delogu e del Mastino. Per il presidio ghilarzese, in particolare, Gallus ha annunciato la ripresa delle attività di pronto soccorso e del laboratorio analisi. «La riapertura del punto di primo intervento con una propria squadra di medici e il funzionamento h 24, la contestuale ripresa del laboratorio analisi e l'attuazione della riforma della rete ospedaliera sono punti per noi irrinunciabili. Inoltre chiediamo garanzie sui lavori di adeguamento del percorso pulito-sporco nell' area del pronto soccorso, senza le quali solleciteremo un' ispezione dei Nas», ha avvertito Raffaele Manca. L'attivista ha anche auspicato l'innesto di una "seconda gamba" nella battaglia per la sanità e ha proposto al primo cittadino di Ghilarza di guidare il coordinamento dei sindaci. Stefano Licheri ha raccolto il testimone dicendosi «pronto ad assumere il compito di promuovere un unico progetto per la rete ospedaliera oristanese». Intanto la geografia della sanità provinciale è destinata a mutare già nel prossimo futuro, con i reparti covid riportati a Bosa e Ghilarza.

«Per il post-Covid il mio impegno – ha concluso Gallus – è di sollecitare l'applicazione della riforma, che farà riacquistare al Delogu il reparto di Medicina con 20 posti, la day e la week surgery».(ha collaborato Maria Antonietta Cossu)

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