La giostra dei ricoveri, Medicina covid-free

Oggi in teoria completati i trasferimenti dei pazienti positivi verso Bosa Il Pronto Soccorso, dopo il delirio dei giorni scorsi, verso il ritorno alla normalità

ORISTANO. Nuovo giro di giostra al San Martino. E verrebbe da ridere se non fosse che in ballo ci sono vite umane e la salute degli utenti. Ieri la direzione ospedaliera ha comunicato che sarebbero state avviate in giornata le operazioni di trasferimento dei degenti di Medicina verso altri ospedali.

In una nota la Assl infatti ha scritto che «il reparto di Medicina Interna dell’ospedale San Martino di Oristano è stato riaperto ai pazienti negativi al virus. Dopo la sanificazione, avvenuta questa mattina, nel primo pomeriggio è iniziato il trasferimento di 14 dei 20 pazienti ospitati nel Pronto Soccorso, mentre i restanti 6 saranno presi in carico dal Mastino di Bosa. Ciò consentirà non solo una assistenza più appropriata ai degenti, ma anche di liberare la struttura destinata al trattamento dell'emergenza-urgenza». In realtà i trasferimenti si concluderanno per bene che vada questa sera e quindi solo da domani il reparto potrà ospitare i nuovi ricoverati e quelli che sostavano, in condizioni indescrivibili al Pronto soccorso.

La Assl manda comunque avanti il suo programma che prevede pazienti Covid a Ghilarza e Bosa, appena le condizioni tecniche lo consentiranno, lasciando il San Martino covid-free.

Tutto ciò sulla carta e a condizione che funzioni il sistema di accoglienza, test e verifica dei nuovi ingressi sia al pronto soccorso che nei reparti. Mancando questo elemento, come manca ormai da più di due mesi, e trasformando il San Martino in un ospedale camaleontico, il rischio di far rientrare pazienti positivi al Pronto soccorso e poi nei reparti è altissimo.

A fronte degli ennesimi cambiamenti, attenzionati da tutte le istituzioni preposte alla tutela della salute, arrivano le critiche dei sindacati. Da parte della segretaria territoriale del Fsi-Usae Beatrice Mura si sottolinea infatti che in assenza di nuove risorse nei reparti del San Martino sarà molto difficile assicurare l’assistenza sanitaria così come dovuto. «Chiediamo l’assunzione di personale da inviare subito in ospedale per rafforzare gli organici». Il problema degli organici rimane infatti l’elemento non risolto di una emergenza che ha origini lontane ma che in questi mesi è peggiorata senza che si trovassero soluzioni decenti, anche provvisorie. L’alto numero di operatori colpiti dal virus ha sguarnito interi reparti del San Martino, e i tempi per il loro rientro al lavoro non sono compatibili con la gestione del virus. Pronto Soccorso e Medicina sono stati i reparti dove si sono riscontrate le maggiori criticità. Adesso la Assl garantisce che tutto, come per magia, si rimetterà a posto. A meno che una nuova positività non accertata per tempo non faccia saltare per l’ennesima volta le carte in tavola.(g.cen.)

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