Interventi della Caritas anche a scuola
Terralba, presentato un progetto per gli alunni con disturbi dell’apprendimento
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TERRALBA. La Caritas scende in campo per combattere la dispersione scolastica nelle aree comprese tra Alta Marmilla, Terralbese e Medio Campidano. E'rivolta ai bambini con diagnosi di Dsa (acronimo che sta per Disturbi specifici dell’apprendimento) grave provenienti da famiglie in stato di disagio e segnalati dalle scuole, l’ iniziativa che vedrà la Caritas offrire gratuitamente il trattamento specialistico di psicologi, logopedisti e pedagogisti. In questi giorni ha avviato la selezione rivolta agli specialisti in queste discipline che lavoreranno al progetto. I termini per la presentazione delle candidature scadranno il 31 gennaio, nel frattempo, la Caritas. «Vogliamo sostenere le famiglie che non possono permettersi un trattamento oneroso perché hanno un reddito basso – dice il direttore della Caritas diocesana di Ales- Terralba, don Marco Statzu – operando con la scuola si potrebbe superare il limite oggettivo che oggi preoccupa gli insegnanti: il bambino ha una diagnosi di dsa grave, la famiglia, per motivi economici e anche di altro tipo, non è in grado di fornire un supporto specialistico, il bambino peggiora e si trascina i problemi nella scuola secondaria di primo e secondo grado, sempre che ci arrivi». Si punta ad arrestare le cause del l'altissimo tasso di dispersione scolastica che assegna alla Sardegna la "maglia nera" degli abbandoni scolastici che, nel 2019 è arrivata a superare il 37 per cento, con uno studente ogni tre che interrompe gli studi prima della loro naturale conclusione, Se poi si aggiunge che sono bambini e ragazzi con difficoltà di apprendimento i più a rischio, il quadro è completo.
La proposta di collaborazione è stata avanzata a tutte le scuole primarie della Diocesi contattando i dirigenti scolastici. dei quali, molti hanno manifestato la loro disponibilità a collaborare in rete, di concerto con i servizi sociali e offrendo il loro supporto per favorire il massimo coinvolgimento dei bambini. «Bisogna ridare priorità alla formazione e all’educazione», dice ancora don Statzu. «Quest’anno l’emergenza sanitaria rischia di far aumentare paurosamente il divario tra coloro che comunque sono supportati nello studio e coloro che presentano problemi oggettivi e soggettivi nel campo dell’apprendimento – conclude – e cerchiamo di essere attenti alla formazione dei giovani finalizzata al perfezionamento di percorsi universitari o al conseguimento di titoli abilitanti a una professione». ( m.c.)
La proposta di collaborazione è stata avanzata a tutte le scuole primarie della Diocesi contattando i dirigenti scolastici. dei quali, molti hanno manifestato la loro disponibilità a collaborare in rete, di concerto con i servizi sociali e offrendo il loro supporto per favorire il massimo coinvolgimento dei bambini. «Bisogna ridare priorità alla formazione e all’educazione», dice ancora don Statzu. «Quest’anno l’emergenza sanitaria rischia di far aumentare paurosamente il divario tra coloro che comunque sono supportati nello studio e coloro che presentano problemi oggettivi e soggettivi nel campo dell’apprendimento – conclude – e cerchiamo di essere attenti alla formazione dei giovani finalizzata al perfezionamento di percorsi universitari o al conseguimento di titoli abilitanti a una professione». ( m.c.)
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