Blitz in cerca di droga, perquisizioni nel Guilcer
di Enrico Carta
Carabinieri in azione negli ultimi giorni tra Ghilarza, Abbasanta e Norbello Notificati diversi avvisi di garanzia, tra i coinvolti anche alcuni pregiudicati
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GHILARZA. Cercavano droga, ne hanno trovata. Non tantissima come forse presumevano, ma le perquisizioni in parecchie case nel triangolo tra Ghilarza, Abbasanta e Norbello sono il segnale che i carabinieri non andavano alla cieca. Qualche giorno fa, il blitz si è concluso col sequestro di un po’ di stupefacente e la notifica di diversi avvisi di garanzia, alcuni dei quali hanno riguardato persone che già negli anni scorsi avevano avuto problemi con la giustizia per questioni legate al mondo dello spaccio.
I militari sono arrivati alle prime luci del mattino e hanno puntato diritto su alcune case dove si sospettava che ci potesse essere della droga da sequestrare. E in effetti qualcosina è stato trovato, ma non forse quanto gli uomini dei vari reparti del Comando provinciale si aspettassero. A ogni buon conto quello è stato il segnale che gli occhi attenti degli inquirenti coordinati dalla procura della Repubblica sono puntati sui tre paesi, dove gli intrecci col mondo della droga e i rapporti tra alcune persone, sembrano essersi mantenuti assai vivi anche in un periodo in cui persino le attività illecite faticano a farsi strada per via delle misure che limitano la circolazione delle persone.
Evidentemente neanche questo ha scoraggiato i protagonisti dello spaccio, tanto che il blitz, com’è logico intuire, è scattato dopo che i carabinieri avevano captato dei chiari segnali sull’attività dei sospettati. A tutte le persone che hanno subito le perquisizioni sia personali che nelle loro abitazioni sono stati contestualmente notificati gli avvisi di garanzia e ora risultano indagati, in attesa che l’inchiesta faccia il suo corso. Tra le persone coinvolte in questo ultimo filone sullo spaccio nel Guilcier ci sono anche alcuni imputati in processi già in corso oppure recentemente terminati. Qualcuno aveva addirittura appena riassaporato un po’ di libertà vigilata, dopo aver trascorso periodi in carcere o anche ai domiciliari, ma evidentemente gli inquirenti hanno il sospetto o forse anche qualcosa in più che possa aver ripreso l’attività di spaccio una volta lasciato il carcere.
Per lo più dovrebbero essere marijuana e cocaina le sostanze al centro del presunto giro di spaccio, ma al momento dagli inquirenti non arrivano conferme, sebbene sia stato impossibile non notare nei tre paesi una così ingente presenza di militari nello stesso momento. Con tutta probabilità l’indagine è solo ai primi passi e gli sviluppi, qualora ce ne saranno, si conosceranno nei prossimi mesi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I militari sono arrivati alle prime luci del mattino e hanno puntato diritto su alcune case dove si sospettava che ci potesse essere della droga da sequestrare. E in effetti qualcosina è stato trovato, ma non forse quanto gli uomini dei vari reparti del Comando provinciale si aspettassero. A ogni buon conto quello è stato il segnale che gli occhi attenti degli inquirenti coordinati dalla procura della Repubblica sono puntati sui tre paesi, dove gli intrecci col mondo della droga e i rapporti tra alcune persone, sembrano essersi mantenuti assai vivi anche in un periodo in cui persino le attività illecite faticano a farsi strada per via delle misure che limitano la circolazione delle persone.
Evidentemente neanche questo ha scoraggiato i protagonisti dello spaccio, tanto che il blitz, com’è logico intuire, è scattato dopo che i carabinieri avevano captato dei chiari segnali sull’attività dei sospettati. A tutte le persone che hanno subito le perquisizioni sia personali che nelle loro abitazioni sono stati contestualmente notificati gli avvisi di garanzia e ora risultano indagati, in attesa che l’inchiesta faccia il suo corso. Tra le persone coinvolte in questo ultimo filone sullo spaccio nel Guilcier ci sono anche alcuni imputati in processi già in corso oppure recentemente terminati. Qualcuno aveva addirittura appena riassaporato un po’ di libertà vigilata, dopo aver trascorso periodi in carcere o anche ai domiciliari, ma evidentemente gli inquirenti hanno il sospetto o forse anche qualcosa in più che possa aver ripreso l’attività di spaccio una volta lasciato il carcere.
Per lo più dovrebbero essere marijuana e cocaina le sostanze al centro del presunto giro di spaccio, ma al momento dagli inquirenti non arrivano conferme, sebbene sia stato impossibile non notare nei tre paesi una così ingente presenza di militari nello stesso momento. Con tutta probabilità l’indagine è solo ai primi passi e gli sviluppi, qualora ce ne saranno, si conosceranno nei prossimi mesi.
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