Ridotti o soppressi già nel 2020, quest’anno si rischia il bis

ORISTANO. Non c’è solo Sartiglia, anche se la giostra di Carnevale è sicuramente la più famosa e conosciuta tra le rassegne culturali che si tengono nella prima parte dell’anno in provincia. Anche le...

ORISTANO. Non c’è solo Sartiglia, anche se la giostra di Carnevale è sicuramente la più famosa e conosciuta tra le rassegne culturali che si tengono nella prima parte dell’anno in provincia. Anche le altre manifestazioni identitarie e folcloristiche sono a rischio, e per alcune sarebbe questo il secondo anno di cancellazione. Uno stop che rappresenta anche una riduzione di contributi, se non la loro soppressione, da parte della Regione. Due anni fa la Sartiglia aveva ricevuto dalla Regione 174mila euro, 87mila erano stati destinati all’Ardia (che non si è tenuta), 32mila alla corsa degli scalzi di Cabras, anche essa soppressa non senza polemiche, per poi finire con Sa Carrela di Santu Lussurgiu, con 24mila euro, disputatasi regolarmente, e con i riti della Settimana Santa del Montiferru, a Scano Montiferro, che hanno ricevuto diecimila euro.

Quest’anno molte di queste manifestazioni sono già adesso in bilico; alcune come la Sartiglia, per bene che vada si svolgeranno solo simbolicamente; altre come l’Ardia e gli Scalzi, più avanti nel tempo, rispettivamente a luglio e ai primi di settembre, forse avranno la speranza di potersi tenere. Dipende come andrà la pandemia e cosa succederà questa estate. Per altri grandi eventi identitari, come i Candelieri a Sassari e il Redentore a Nuoro, lo scorso annosi è scelta la strada dolorosa ma praticabile di ridurre al minimo la presenza del pubblico, con eventi multimediali, senza “Faradda” e processioni nel primo caso o con una messa per pochi e senza sfilata e processioni nel secondo. Sant’Efisio si è riproposto come al tempo dei bombardamenti a Cagliari: un furgoncino col simulacro del santo solitario diretto a Nora.

Scelte allora definite dolorose ma necessarie, ma prese nel periodo, nel pieno dell’estate, in cui si pensava che il virus sarebbe stato sconfitto. È andata ben diversamente.

E così le feste di Carnevale per quest’anno si possono tranquillamente cancellare, senza neppure pensarci sopra. Forse si potrà fare qualcosa a fine estate, ma non è escluso che per il secondo anno consecutivo Ardia e Corsa degli Scalzi vengano soppresse. Del resto è stato già un piccolo miracolo che lo scorso anno la Sartiglia, pur con un numero contingentato di persone, si sia tenuta. Adesso ci vorrebbe un nuovo miracolo per farne svolgere una ai minimi termini.(g.cen.)

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