«Vaccinazioni a norma» la Assl replica alle critiche
Nessuna irregolarità nelle procedure per la campagna a favore del personale Sabato manifestazione del Comitato per la riapertura del laboratorio analisi
2 MINUTI DI LETTURA
GHILARZA. Nessuno ha saltato la fila nella campagna vaccinale in corso nelle strutture sanitarie e socio assistenziali della provincia. Dubbi al riguardo sono stati espressi dalla portavoce del Comitato provinciale per il diritto alla salute Gisella Masala, ma la Assl esclude l' ipotesi di un mancato rispetto delle priorità stabilite dal governo centrale. Dal Servizio di Igiene e sanità pubblica, diretto da Valentina Marras, sostengono di essersi attenuti scrupolosamente alle disposizioni dettate a livello nazionale e regionale. «Sono state vaccinate in prima battuta le categorie ospedaliere maggiormente esposte al rischio di contagio, ovvero gli operatori sanitari di Pronto Soccorso, Anestesia e Rianimazione, Radiologia, Medicina Interna dell’ospedale San Martino di Oristano; quelli del reparto Covid, Centro dialisi Covid, Radiologia e Centro prelievi del Delogu di Ghilarza e del pronto soccorso di Bosa. Con le successive forniture, consegnate a strettissime giro, il vaccino è stato inoculato sul resto del personale ospedaliero e, in parallelo, sugli operatori sanitari del territorio, Usca, medici di base pediatri di libera scelta», precisano dal l'azienda sanitaria. Gisella Masala aveva portato ad esempio il caso di alcuni dipendenti amministrativi del San Martino che avevano ricevuto la dose iniziale prima ancora di una parte del personale sanitario dell'ospedale di Ghilarza esposto al rischio di contagio. Dato sostanzialmente confermato dalla Assl, che però chiarisce come «il fatto che la somministrazione sul resto del personale dell’ospedale di Oristano sia stata effettuata prima che in quelle dei presidi di Ghilarza e Bosa è dipeso esclusivamente da fattori logistici e di stoccaggio del vaccino. Questi motivi di natura tecnica e organizzativa hanno indotto, dopo aver messo in sicurezza tutti i reparti e servizi a maggiore rischio dei tre ospedali, a completare le operazioni di vaccinazione ospedale per ospedale, con uno scostamento di pochi giorni fra l’uno e l’altro», puntualizza l'azienda sanitaria, che precedentemente aveva previsto di portare a termine la vaccinazione al Delogu nella giornata di ieri. Proprio l'ospedale cittadino sarà presto teatro di una nuova manifestazione sulla sanità. Il Comitato Delogu Bene Comune ha organizzato una dimostrazione per il 23 gennaio per la mancata riapertura del laboratorio analisi, inattivo da sei mesi. «Il commissario dell'Ares ha firmato la delibera che autorizza la selezione e l'affidamento del punto di primo intervento ma il servizio non può funzionare senza il supporto del laboratorio», sostiene il gruppo rappresentato da Raffaele Manca, Livio Deligia e Immacolata Boeddu. Secondo quanto riferito dagli attivisti sarebbero stati disattesi due ordini di servizio per la riapertura del laboratorio e questo li porterà ad occupare viale Antonio Carta a bordo delle auto, che rimarranno ferme e incolonnate davanti al presidio ospedaliero.
Maria Antonietta Cossu
Maria Antonietta Cossu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
