All’asta per l’ottava volta le due “torri” di via Pietri

Nuovo tentativo di trovare un acquirente per i palazzoni mai conclusi Il prezzo di partenza è fissato in 1 milione e 200mila per entrambi gli edifici

ORISTANO. Ormai fanno parte dell’orizzonte cittadino, quei due scheletri di cemento armato in via Dorando Pietri a due passi da uffici dello Stato, campo Tharros e cimitero, ma non ne rappresentano certo un valore aggiunto. Piuttosto una preoccupazione, visto che prima o poi bisognerà prendere seriamente in considerazione il problema della loro tenuta strutturale, esposti come sono alle intemperie da anni. Erette nella via dedicata al grande maratoneta, che nella toponomastica oristanese si è trasformato in Dorando Petri omettendo la i nel cognome, le due torri oristanesi invece, dopo il loro collasso metaforico – certificato con la sentenza di fallimento emessa dal Tribunale di Cagliari il 20 luglio del 2017, riguardante la Compagnia Immobiliare Sardegna al centro allora anche di un’inchiesta per bancarotta fraudolenta –, non hanno trovato un’anima che si incaricasse di supportarle negli ultimi chilometri, concludendone la costruzione.

Ora è in corso una nuova asta giudiziaria, l’ennesima, i cui termini resteranno aperti sino al 24 febbraio 2021. Si tratta dell'ottavo tentativo di vendita nel giro di due anni. La prima volta, il 27 novembre del 2018, si partiva da un prezzo base di 3 milioni. Nell’asta indetta il 29 dicembre scorso, dopo appena venticinque mesi dalla precedente, il valore è quasi dimezzato: il prezzo base si attesta su un milione 600mila euro, ma le offerte potranno partire ancora più in basso, da un milione e 200mila euro. Un deprezzamento importante, e non è nemmeno detto che sia definitivo, dato che l'ultimo esperimento nel novembre 2020 partiva da una cifra molto simile, 1 milione e 750mila euro.

Il complesso è composto da un piano terra dedicato interamente ad attività commerciali, ampio 1.264 metri quadri. Da qui si innalzano le due torri, otto piani per circa 400 metri quadri l’una: quaranta gli appartamenti della torre A, 32 quelli della torre B. Sotto il livello del suolo ci sono due piani interrati, con box cantine e parcheggi. A scoraggiare il mercato immobiliare non ci pensano solo le dimensioni mastodontiche del progetto in proporzione al contesto cittadino, ma anche altri problemi. Intanto sono scadute le concessioni edilizie e chiunque volesse costruire dovrebbe aprire una nuova procedura all’Ufficio tecnico. Inoltre, l’eventuale acquirente dovrà fare i conti con una struttura abbandonata da anni che, comunque, risulta in buono stato di conservazione secondo quanto riportato nella perizia disposta dal Tribunale di Cagliari.

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