MURA GIUDICALI
Seconda fase del progetto, saranno usati i chiodi in ottone
ORISTANO. Seconda fase per il progetto di valorizzazione del tracciato delle vecchie mure giudicali, fatte realizzare alla fine del Duecento da Mariano II d'Arborea, come snodo centrale di quella...
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ORISTANO. Seconda fase per il progetto di valorizzazione del tracciato delle vecchie mure giudicali, fatte realizzare alla fine del Duecento da Mariano II d'Arborea, come snodo centrale di quella strategia che sarebbe culminata nel secolo successivo con le imprese di Mariano IV e sua figlia Eleonora. Stavolta la Fondazione Oristano punta tutto su piazza Roma, dove vorrebbe segnare con dei chiodi in ottone infissi nel terreno la linea dove passavano le antiche mura e per questo ha chiesto e ottenuto un contributo del Comune di 10 mila euro. Certo, a distanza di quasi due anni dalla loro realizzazione, le scritte in caratteri gotici utilizzate per segnare il passaggio delle mura quasi non si quasi vedono più: servirebbe una ripassata di vernice, altrimenti c'è il rischio di non trovare il tracciato corretto. L'intervento originario, proposto dalla Fondazione nel 2017 e realizzato nella primavera 2019, costò 29 mila euro: 10 mila euro andarono alla realizzazione materiale delle scritte, con inclusa la manutenzione e gli interventi con l'idropulitrice che però non sembrano essere mai stati realizzati, altri 10 mila per la sistemazione di pannelli informativi e la parte restante venne utilizzata per i compensi dei progettisti, gli architetti Paolo Abis e Francesco Deriu, e del consulente storico, Andrea Sanna. Le scritte, che ripetono ininterrottamente il testo latino dell'iscrizione fatta apporre da Mariano II sulla torre di San Cristoforo al momento della sua realizzazione, hanno un andamento che ricorda la merlatura guelfa dell'antica cinta muraria cittadina. In alcuni casi, il segno è stato tracciato su una sede stradale già dissestata, come in piazza Manno, mentre in piazza Roma la situazione di partenza era buona. Ma il semplice calpestio e gli agenti atmosferici hanno fatto il loro lavoro e hanno trasformato l'opera in un segno sbiadito, di difficile interpretazione anche per l'epigrafista più preparato. (dav.pi.)
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