Medaglia per don Raffaele Melis

Prosegue la causa di beatificazione del sacerdote morto nel 1943

GENONI. Il paese non dimentica l'eroicità di don Raffaele Melis. Il consiglio comunale ha recentemente approvato una delibera di sostegno alla richiesta, presentata dalla diocesi di Roma, per il conferimento di una ricompensa al merito civile alla memoria di don Raffaele Melis. Il sacerdote, nato e vissuto a Genoni fino all'età di 14 anni, unico superstite degli otto figli della famiglia Melis. Nel 1936 venne nominato Parroco di Sant’Elena Imperatrice al Pigneto di Roma. Da quel momento si prodigò per cercare di alleviare in ogni modo le difficoltà di vita dei molti abitanti della zona allora particolarmente disagiata, organizzando raccolte di viveri e aiuti per i poveri. Il 13 agosto 1943 rimase ucciso durante il secondo bombardamento sulla città. Pur conscio della gravità del pericolo, don Raffaele Melis, scelse di compiere sino in fondo il suo ministero sacerdotale e di aiuto al prossimo prodigandosi nel corso dell’incursione aerea ad aiutare i feriti e confortare i moribondi. Fatto singolare fu il ritrovamento del suo corpo. Venne ritrovato con l'Olio santo nella mano sinistra e la mano destra rimasta nell'atto di amministrare il sacramento dell'estrema unzione ai feriti e ai morti. Una data significativa è quella del 17 gennaio 1993, quando papa Giovanni Paolo II, durante la sua visita pastorale alla parrocchia di Sant'Elena, sostò in preghiera davanti alla sua tomba, affidandogli il suo particolare messaggio di pace universale. Nel 1995 è stata introdotta la Causa di beatificazione del Servo di Dio Padre Raffaele Melis ed il suo corpo riposa nella chiesa di Sant'Elena, oggetto di ininterrotta venerazione dei parrocchiani. (iv.ful)

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