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Oristano

Oristano, medico in trasferimento a sua insaputa

Oristano, medico in trasferimento a sua insaputa

Luciano Curella, senologo, destinato a Nuoro, almeno secondo le affermazioni dei vertici di quella Assl. E riscoppia il caso

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ORISTANO. Non sembrano essere state accolte con entusiasmo le dichiarazioni dei vertici della Assl di Nuoro che hanno assicurato due giorni fa «la copertura delle carenze di organico tra i medici di chirurgia generale con colleghi di Sassari Lanusei e Oristano, per riaprire il reparto del San Francesco in tre giorni». Il motivo sta nel fatto che l’unico specialista a cui sarebbe stato chiesto un trasferimento, non si sa se se temporaneo o definitivo a Nuoro è il chirurgo Luciano Curella che a Oristano interviene da anni sulle patologie tiroidee e sul tumore al seno. L’addio di Curella, che pare non abbia ricevuto alcuna comunicazione ufficiale di comando o di mobilità d’urgenza verso il capoluogo barbaricino, riaprirebbe ferite, queste per fortuna solo politiche, che si pensava fossero state definite due anni fa. Allora al’ex direttore della Assl di Oristano Mariano Meloni era arrivato a un duro scontro con lo stesso Curella, intimandogli di non operare perchè la rete chirurgica regionale prevedeva l’attivazione di una solo unità di questo tipo proprio a Nuoro, con alle dipendenze quella di Oristano.

Feroci polemiche, con interrogazioni in consiglio e la mobilitazione delle associazioni di volontariato e delle pazienti avevano costretto la Assl a più miti consigli. Curella aveva ripreso a operare, pur con le difficoltà legate prima alle restrizioni della pandemia un anno fa poi con la nuova ondata.

Adesso la richiesta della Ats che sceglie tra i chirurghi del San Martino proprio quello che nel passato era stato la spina nel fianco per lo smantellamento, o la sua forte riduzione del servizio al San Martino. Certo, i chirurghi rimasti in città non sono molti, e in questi anni il loro numero è terribilmente calato, ma forse la scelta della Ats si presta anche ad altre considerazioni, che non vano certo nella direzione di rafforzare il presidio Oristanese, che in questi ultimi mesi, a fronte di una serie pressochè quotidiana di promesse ha visto invece ridursi progressivamente e inesorabilmente tutto il personale, nelle diverse tipologie professionali, senza un significativo e visibile cambio di rotta. E desta ulteriore preoccupazione la volontà sempre dell’Ats di avviare una procedura per la copertura con un appalto, come le pulizie o la mensa, del servizio di Pronto Soccorso dell’ospedale di Ghilarza, dopo che i medici di quel reparto sono stati in questi mesi trasferiti a Oristano, «per mancanza di personale». Insomma, sembra di assistere al gioco delle tre carte, dove a perdere però sono solo gli utenti e gli operatori involontariamente coinvolti. Il caso del chirurgo destinato a Nuoro sarebbe solo l’ennesima conferma.(g.cen.)

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