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Impennata dei contagi, sotto accusa pranzi e cene
SEDILO. Continua a salire il numero dei positivi, che hanno raggiunto quota 26. Per due di loro ieri non c’era ancora la comunicazione ufficiale dell’Assl, che sta processando anche altri tamponi. Il...
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SEDILO. Continua a salire il numero dei positivi, che hanno raggiunto quota 26. Per due di loro ieri non c’era ancora la comunicazione ufficiale dell’Assl, che sta processando anche altri tamponi. Il bollettino, dunque, potrebbe essere aggiornato a breve. Ciò che emerge dallo screening di questi giorni è che molti contagi stanno avvenendo all’interno di nuclei familiari già colpiti dal virus. «Ci conforta il fatto che tutte le persone positive in isolamento a casa al momento stanno bene», commenta il sindaco Salvatore Pes. Meno serena è la situazione alla casa di riposo, dove almeno uno dei sei anziani contagiati ha cominciato a manifestare dei sintomi, mentre per un altro assistito si era reso necessario il ricovero. Malgrado la rapida ascesa del numero dei casi, che molti residenti attribuiscono ai banchetti e ai convivi organizzati a cavallo delle festività natalizie e della ricorrenza di Sant’Antonio, non si prevedono particolari misure di contenimento dell'epidemia.
«Le restrizioni della zona arancione stanno già limitando molte attività e il Comune non ne introdurrà di nuove; dobbiamo però stare attenti perché non appena abbiamo abbassato la guardia e ci siamo lasciati andare a comportamenti inappropriati i casi sono aumentati», lamenta il primo cittadino facendo l’ennesima raccomandazione: «Bisogna attenersi alle prescrizioni, anche per rispetto delle fasce più deboli».
Qualcuno in paese invoca la chiusura temporanea delle scuole a scopo precauzionale, ma la soluzione non trova d’accordo il sindaco. «La scuola, anzi, è uno dei luoghi più sicuri. Semmai il problema è il dopo lezioni, con alcuni ragazzini che non indossano i dispositivi», evidenzia Pes.
A proposito di scuole, a Milis sono state chiuse le secondarie e due quinte elementari per dei casi di positività. (mac)
«Le restrizioni della zona arancione stanno già limitando molte attività e il Comune non ne introdurrà di nuove; dobbiamo però stare attenti perché non appena abbiamo abbassato la guardia e ci siamo lasciati andare a comportamenti inappropriati i casi sono aumentati», lamenta il primo cittadino facendo l’ennesima raccomandazione: «Bisogna attenersi alle prescrizioni, anche per rispetto delle fasce più deboli».
Qualcuno in paese invoca la chiusura temporanea delle scuole a scopo precauzionale, ma la soluzione non trova d’accordo il sindaco. «La scuola, anzi, è uno dei luoghi più sicuri. Semmai il problema è il dopo lezioni, con alcuni ragazzini che non indossano i dispositivi», evidenzia Pes.
A proposito di scuole, a Milis sono state chiuse le secondarie e due quinte elementari per dei casi di positività. (mac)
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