La Nuova Sardegna

Oristano

Benedizione domenicale, i Falegnami dicono no

di Davide Pinna
Benedizione domenicale, i Falegnami dicono no

Il Gremio non intende partecipare all’unico momento previsto sulla Sartiglia «Se l’organizzazione della cerimonia rimane così, meglio non fare nulla»

3 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. «Così non si può fare». Non usa tante parole Antonello Addari, Majorale en Cabo del Gremio dei Falegnami, ma d'altra parte non ce n'è bisogno. Che ai due gremi non sarebbe andata giù facilmente l'ipotesi di fare un'unica Sartiglia domenica 14 febbraio, sacrificando quella di martedì 16, era prevedibile. Ma ora c'è un no ufficiale, quello del gremio intitolato a San Giuseppe. Un no che non arriva a cuor leggero. Di pomeriggio, prima di svolgere la riunione con gli altri componenti della corporazione, Addari non si era voluto sbilanciare: «Ci dobbiamo riunire stasera per decidere». Nessuna anticipazione, nessun commento: le tradizioni sono una questione importante per i gremi, e le decisioni vengono prese solo dopo le riunioni. Soprattutto quando si tratta di decisioni storiche, come lo sarebbe quella di organizzare, come mai accaduto prima, la Sartiglia insieme al Gremio di San Giovanni, quello dei Contadini. Non c'è una rivalità, fra le due corporazioni, come quella che potrebbe esserci fra due squadre di calcio. È una questione diversa, radicata nella storie di queste istituzioni dell'età moderna che sopravvivono ancora oggi solo per un unico motivo: l'organizzazione della Sartiglia. Ognuno fa la sua, in un confronto che va avanti da secoli ma che i due gremi quasi ignorano, in un certo senso comportandosi come se l'altro non esistesse. Certo, non si pensi che se si incontrano per strada non si salutino. Tutt'altro, Addari e Nando Faedda, il presidente dei Contadini, avevano lasciato insieme la prima riunione in prefettura su questa strana Sartiglia 2021, discutendo fra loro delle ipotesi in campo. Ma quando si parla dell'organizzazione della corsa, di fare, cioè, quello che i gremi fanno più o meno alla stessa maniera da secoli, allora è tutta un'altra cosa. E non c'è nessuna possibilità che i Falegnami cambino idea: «Per noi, se resta così, meglio non fare nulla» spiega, laconico, Addari. Ironia della sorte, proprio i Falegnami erano quelli che avevano spinto di più, sino ad oggi, per mantenere in piedi degli aspetti rituali minimi, nonostante il Covid. Non tutte le speranze sono venute meno: «Vediamo se il prefetto ci riceverà nei prossimi giorni». Però, insomma, sono poche. Anche perché le parti in causa istituzionali, per quanto non abbiano ancora emesso un diktat vero e proprio, preferirebbero di gran lunga che si svolgesse un'unica manifestazione, domenica mattina. Ci sono forze dell'ordine da mobilitare per evitare che le persone si avvicinino in via Duomo durante la breve cerimonia riservata che riguarderà la vestizione del capo corsa e la sua benedizione alla città. E soprattutto, c'è l'incognita sul comportamento degli oristanesi: e se gli assembramenti si creassero comunque?

Le istituzioni, soprattutto quelle che hanno responsabilità in materia sanitaria e di ordine pubblico, preferirebbero non rischiare con un doppio evento. Ma per i Falegnami non se ne parla.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative