Oristano, la fedele arriva in ritardo, il prete non le dà l’ostia

Niente Comunione per una donna che è entrata in chiesa a celebrazione iniziata. «Ho proteso le mani, è andato oltre». Il sacerdote: «Il sacramento va rispettato»

ORISTANO. La forma in questo caso è sostanza. Il sacerdote non transige e nega la Comunione alla fedele già pronta a ricevere l’ostia con le mani giunte durante l’Eucaristia. Non c’entrano però vecchie dispute teologiche di antica memoria, che portarono ad attriti e scissioni tra la chiesa romana e quella greco ortodossa, che discutevano sul momento della conversione della sostanza del pane nella sostanza del corpo di Cristo. Nella parrocchiale di Nuraxinieddu, frazione di Oristano, la disputa è tutta temporale, nel senso del tempo che scorre e non del potere da esercitare o meno dalla Chiesa che tanto discutere fece nel medioevo. Insomma, è solo una questione di minuti e di tempi della liturgia o, vista dalla parte opposta, del gran rifiuto di accogliere una fedele tra gli invitati alla Mensa del Signore.

Succede due pomeriggi fa, tempo infausto per qualsiasi celebrazione religiosa, visto che le norme hanno costretto i sacerdoti a limitare i posti a disposizione dei fedeli all’interno delle chiese. A Nuraxinieddu c’è un funerale e il numero di persone che vi possono assistere è ristretto. Il posto tra le bancate comunque non manca e infatti una signora, che ammette di essere arrivata con qualche minuto di ritardo alla funzione sceglie dove sistemarsi per continuare ad assistere al resto della messa. Tra una preghiera e un’altra, spiegherà poi, deve anche dare un’occhiata a un anziano che ha accompagnato e in chiesa non è voluto entrare per motivi personali.

Quando arriva il momento della Comunione, don Alejandro Garcia Quintero, parroco di Nuraxinieddu, passa tra i banchi per dare le ostie ai fedeli. Arrivato nei pressi della signora che porge le mani, passa oltre lasciandola di stucco. Quando verrà richiamata la sua attenzione chiarirà che non gliel’avrebbe data perché è arrivata in ritardo alla messa e aveva assistito solo a pochi minuti della funzione.

Il giorno dopo, la signora racconta tutto, anche ai giornali, e il fatto diventa pubblico. Così Don Alejandro, stupito peraltro della lamentela, chiarisce il suo punto di vista: «Ho notato quando è entrata in chiesa ed era il momento in cui stavo consacrando l’ostia. Così, quando sono passato davanti a lei, non gliel’ho data. Non sono stato scortese e le ho spiegato il motivo». Che ora ripete: «Mi sono comportato come richiede la liturgi. In ogni chiesa, se si arriva a metà messa, il sacerdote non dà l’ostia. Posso fare un’eccezione se è una persona della comunità che frequenta assiduamente le funzioni, ma non conoscevo quella signora e così ho agito di conseguenza. Sto amministrando un sacramento che per me ha un valore altissimo. Se a fine messa me ne avesse parlato, avrei dato tutte le spiegazioni che mi avrebbe richiesto. Non era il caso di divulgare l’episodio». In ogni caso, si vada in pace.

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