Dalla Regione trecentomila euro per i ricciai autorizzati
CABRAS. Va avanti la vertenza dei pescatori, che rivendicano il diritto alla pesca dei ricci nelle acque dell'Area Marina Protetta. Dopo un colloquio nei giorni scorsi con l'assessora all'Agricoltura...
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CABRAS. Va avanti la vertenza dei pescatori, che rivendicano il diritto alla pesca dei ricci nelle acque dell'Area Marina Protetta. Dopo un colloquio nei giorni scorsi con l'assessora all'Agricoltura, Gabriella Murgia, ieri mattina si è svolto un secondo incontro con l'assessore regionale all'Ambiente, Gianni Lampis, stavolta a Cabras. Il confronto, a cui hanno partecipato anche il sindaco Andrea Abis e il consigliere regionale Francesco Mura, si è tenuto a Su Scaiu, il tradizionale punto di approdo delle imbarcazioni dei pescatori.
I componenti delle due associazioni, l'UPSP.OR, e la GIES, hanno ribadito a Lampis le istanze già presentate alla Murgia: la demolizione delle licenze e il fermo retribuito di almeno tre anni della pesca del riccio, per consentire il ripopolamento.
«Chiederò al ministero dell'Ambiente un incontro assieme all'assessora Murgia e al sindaco di Cabras – ha annunciato Lampis – ovviamente, bisogna tener conto dell'ultimo monitoraggio, che ha confermato come la risorsa sia in sofferenza». «La politica regionale – ha proseguito l'assessore – dovrebbe riflettere sull'ipotesi di una legge che preveda il fermo della pesca per qualche anno, a fronte di un ristoro per i pescatori e di forme alternative di lavoro che possano coinvolgere i ricciai in attività di gestione ambientale e pesca sostenibile. Ad esempio, è ipotizzabile che vengano impiegati nella tutela del patrimonio ambientale sotto il profilo dell'inquinamento. Inoltre è importante intensificare i controlli sulla pesca abusiva, che ha un impatto fortemente negativo sul ripopolamento». La Regione ha intanto già stanziato dei fondi per tamponare l'emergenza nell'immediato: «Una recente delibera della Giunta ha messo in campo 300 mila euro – spiega Lampis – per ristorare in parte i professionisti del danno economico che stanno subendo».(p.camedda)
I componenti delle due associazioni, l'UPSP.OR, e la GIES, hanno ribadito a Lampis le istanze già presentate alla Murgia: la demolizione delle licenze e il fermo retribuito di almeno tre anni della pesca del riccio, per consentire il ripopolamento.
«Chiederò al ministero dell'Ambiente un incontro assieme all'assessora Murgia e al sindaco di Cabras – ha annunciato Lampis – ovviamente, bisogna tener conto dell'ultimo monitoraggio, che ha confermato come la risorsa sia in sofferenza». «La politica regionale – ha proseguito l'assessore – dovrebbe riflettere sull'ipotesi di una legge che preveda il fermo della pesca per qualche anno, a fronte di un ristoro per i pescatori e di forme alternative di lavoro che possano coinvolgere i ricciai in attività di gestione ambientale e pesca sostenibile. Ad esempio, è ipotizzabile che vengano impiegati nella tutela del patrimonio ambientale sotto il profilo dell'inquinamento. Inoltre è importante intensificare i controlli sulla pesca abusiva, che ha un impatto fortemente negativo sul ripopolamento». La Regione ha intanto già stanziato dei fondi per tamponare l'emergenza nell'immediato: «Una recente delibera della Giunta ha messo in campo 300 mila euro – spiega Lampis – per ristorare in parte i professionisti del danno economico che stanno subendo».(p.camedda)
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