Zone umide, un contratto di tutela e nuovo sviluppo
Firmato ieri da dieci comuni costieri, Provincia, Regione e consorzio di bonifica Servirà a salvaguardare un delicato ecosistema su ottomila ettari di territorio
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ORISTANO. Dieci comuni dell’Oristanese, l’assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione, la Parovincia e il Consorzio di Bonifica si impegnano per la tutela delle zone umide del Golfo e del Sinis verso uno sviluppo più sostenibile del loro territorio, firmando, ieri nella sede del Consorzio Uno, un vero e proprio contratto.
Un lungo percorso partecipato, con il supporto tecnico della Fondazione Medsea nell’ambito del progetto Maristanis, che ha portato alla individuazione degli obiettivi per la tutela e la valorizzazione di uno dei più importanti sistemi di zone umide dell'intero bacino del Mediterraneo. I comuni hanno scelto il sindaco di Terralba Sandro Pili come loro coordinatore. «È una tappa fondamentale del percorso partecipato che i comuni interessati hanno intrapreso per la tutela e valorizzazione delle zone umide costiere» «Gli stagni di Cabras rappresentano un grande laboratorio per la sfida ecologica, della gestione sostenibile della pesca e della fruizione turistica – aggiunge Andrea Abis – fare rete e condividere problematiche e soluzioni con le altre aree umide è certamente una buona strada per progredire con successo».
Tra le sfide più importanti c'è quella di bandire l’utilizzo della plastica monouso da tutti i comuni dei litorali che hanno firmato il contratto. Con la firma di questo Accordo, le amministrazioni coinvolte – in una fascia marino-costiera che include sei degli otto siti Ramsar della Sardegna per quasi 8000 ettari insieme e l'area marina protetta del Sinis per complessivi 267 chilometri quadrati si dotano di uno strumento giuridico partecipativo di governance. Il programma d’azione, che costituisce la parte attuativa dell’accordo, è suddiviso in sette assi: governance territoriale partecipata; miglioramento dello stato ecologico dei sistemi idrici; tutela della biodiversità e del capitale naturale; riqualificazione del paesaggio e valorizzazione del patrimonio culturale; green economy, modello di sviluppo del territorio sostenibile e responsabile; rafforzamento della resilienza al cambiamento climatico; comunicazione e sensibilizzazione ambientale.
Per la Regione erano presenti gli assessori all’industria Anita Pili e all’Ambiente Gianni Lampis. Quest’ultimo ha ricordato come «grazie al contratto si potranno promuovere politiche di sostenibilità ambientale compatibili con quelle di sviluppo e fornire soluzione concrete per l’adattamento ai cambiamenti climatici, attraverso la gestione e la conservazione degli ecosistemi marino-costiere, e realizzando un modello di sviluppo innovativo, basato sulla tutela delle risorse e la promozione di buone pratiche di green e blue economy».
Un lungo percorso partecipato, con il supporto tecnico della Fondazione Medsea nell’ambito del progetto Maristanis, che ha portato alla individuazione degli obiettivi per la tutela e la valorizzazione di uno dei più importanti sistemi di zone umide dell'intero bacino del Mediterraneo. I comuni hanno scelto il sindaco di Terralba Sandro Pili come loro coordinatore. «È una tappa fondamentale del percorso partecipato che i comuni interessati hanno intrapreso per la tutela e valorizzazione delle zone umide costiere» «Gli stagni di Cabras rappresentano un grande laboratorio per la sfida ecologica, della gestione sostenibile della pesca e della fruizione turistica – aggiunge Andrea Abis – fare rete e condividere problematiche e soluzioni con le altre aree umide è certamente una buona strada per progredire con successo».
Tra le sfide più importanti c'è quella di bandire l’utilizzo della plastica monouso da tutti i comuni dei litorali che hanno firmato il contratto. Con la firma di questo Accordo, le amministrazioni coinvolte – in una fascia marino-costiera che include sei degli otto siti Ramsar della Sardegna per quasi 8000 ettari insieme e l'area marina protetta del Sinis per complessivi 267 chilometri quadrati si dotano di uno strumento giuridico partecipativo di governance. Il programma d’azione, che costituisce la parte attuativa dell’accordo, è suddiviso in sette assi: governance territoriale partecipata; miglioramento dello stato ecologico dei sistemi idrici; tutela della biodiversità e del capitale naturale; riqualificazione del paesaggio e valorizzazione del patrimonio culturale; green economy, modello di sviluppo del territorio sostenibile e responsabile; rafforzamento della resilienza al cambiamento climatico; comunicazione e sensibilizzazione ambientale.
Per la Regione erano presenti gli assessori all’industria Anita Pili e all’Ambiente Gianni Lampis. Quest’ultimo ha ricordato come «grazie al contratto si potranno promuovere politiche di sostenibilità ambientale compatibili con quelle di sviluppo e fornire soluzione concrete per l’adattamento ai cambiamenti climatici, attraverso la gestione e la conservazione degli ecosistemi marino-costiere, e realizzando un modello di sviluppo innovativo, basato sulla tutela delle risorse e la promozione di buone pratiche di green e blue economy».
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