Sarà una Sartiglia fatta in casa

Tra le ipotesi un incontro privato tra il presidente del gremio, il componidori e (forse) la Vestizione

ORISTANO. «Chiunque pensa di poter parlare a nome dei gremi, dice delle grosse sciocchezze. Noi ragioniamo su quello che facciamo e nessuno si deve mettere in testa di sostituirci». Nando Faedda, oberaju majori dei Contadini, abbandona per qualche minuto il tono gioviale e sereno, quasi si scalda, mentre prende le distanze dalle ipotesi che ormai corrono incontrollate su quello che accadrà domenica e martedì in città, nei giorni in cui si sarebbe dovuta tenere la Sartiglia.

Solo una cosa è sicura, i gremi non lasceranno che quei giorni trascorrano come se nulla fosse. Non si spingono sino al punto di svelare i loro programmi, ma la sensazione o forse più che una sensazione è che, in forma privata e senza pubblicità preventiva, ci sarà qualche evento che terrà in piedi la tradizione. Potrebbe essere un rito come la vestizione o anche un semplice brindisi fra il presidente del gremio e il suo componidori.

«Non sarebbe certo vietato un incontro fra me e Maurizio Casu – spiega Nando Faedda –, a casa sua ognuno può ricevere chi vuole, nei limiti imposti dalle norme anticontagio». Ciò che è certo, però, è che non ci sarà nulla di pubblico. «Per strada non si può fare, per cui se ci sarà un incontro sarà intimo e privato, attenendoci alle regole». Tutto il resto, quindi, va classificato come speculazione infondata. «Chi fa girare certe voci – spiega il presidente dei Contadini – forse non si rende conto che il covid c’è e ci sarà anche domenica e negli altri giorni di carnevale».

A dar retta alla vox populi, ci sarebbero tante ipotesi in campo: dalla benedizione del Componidori alle prime luci dell’alba, a quella invece in formato notturno. «Dovremmo farla al buio o sotto i riflettori? La Sartiglia non è mica una partita di calcio», ironizza Faedda. In molti pensano anche a una riapertura della pratica archiviata nell’ultima riunione fra gli organizzatori della giostra, la prefettura e la questura: quella delle due vestizioni nel cortile dell’Episcopio domenica e martedì. Anche in quel caso, però, non esiste alcun elemento fondato e il sindaco Andrea Lutzu è netto: «Non ho ricevuto né dai gremi né dalla prefettura comunicazioni diverse da quanto già deciso nelle riunioni ufficiali e carnevale è domenica». Come dire che non ci sono alternative a quel che già si è deciso nei tavoli istituzionali. Anche Nando Faedda, esclude l’ipotesi: «I gremi non hanno avuto ulteriori colloqui con le autorità, né da parte loro è arrivata alcuna comunicazione. Se poi altre persone hanno chiesto, certamente non lo hanno fatto per conto nostro. Ognuno d’altra parte è libero di chiedere quello che vuole, bisogna vedere poi se ha i mezzi per farlo».

Spiega poi che il Gremio dei Contadini non ha ancora valutato cosa fare domenica, ma quest’ultima affermazione va presa con cautela. Anche per la Candelora, i Contadini avevano detto che non ci sarebbe stata la nomina del Componidori, cosa che poi invece è avvenuta per essere divulgata qualche giorno dopo: «Se lo avessimo detto quel giorno, ci saremmo ritrovati, invece che in venti, con trecento persone fuori dalla chiesa di San Giovanni». E perciò, anche se il Gremio avesse già deciso come celebrare la sua Sartiglia domenica prossima, la cosa potrebbe essere resa nota solo a giochi fatti.

Nessun ripensamento, su come il Gremio si è mosso sinora: «In tanti parlano di questioni che non conoscono. Vengono a dirci che la Sartiglia è una questione religiosa, che non è solo spettacolo: noi lo sappiamo cos’è la Sartiglia e, come tutte le cose, si evolve nel tempo. Non c’erano le condizioni e non è vero che la Sartiglia si è sempre fatta: negli anni della guerra, per esempio, non ci sono documenti che dimostrino che ci siano state manifestazioni pubbliche legate alla giostra».

Per l’ordine pubblico, le due giornate saranno segnate dall’ordinanza anti-alcol del sindaco e dalla chiusura della piazza del tribunale, disposta dalla prefettura. Non ci sono al momento ulteriori misure restrittive e si confida nel senso di responsabilità degli oristanesi.

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