La passione dell’ex carabiniere per la ceramica

A Nureci una originale collezione che racconta la storia dell’isola attraverso luoghi e monumenti

NURECI. Mentre c’è un impegno comune nel sostenere la candidatura della Sardegna per l’iscrizione del suo paesaggio culturale quale Patrimonio Universale dell’Unesco, dal piccolo borgo di Nureci prende avvio la “Storia della Sardegna in ceramica”.

Si tratta di una narrazione speciale, omaggio alla cultura e all’ identità dell’ Isola.

Ideatore e creatore di questa singolare collezione è Piero Paolo Dedola, 74 anni, carabinere in pensione originario di Burgos e residente nel paesino dell’ Alta Marmilla.

L’avventura con l’argilla ha avuto inizio nel 2007 quando il Comune di Nureci ha organizzato un corso di ceramica.

«Mi appassionai subito – racconta Dedola – lavorando l’argilla sentivo di avere fra le mani qualcosa di veramente speciale».

Risultato di questa passione, che è cresciuta nel tempo, è una ricca collezione ben rappresentativa del patrimonio storico, archeologico e identitario. «La Sardegna non è solo nuraghi, è un museo a cielo aperto con una cultura millenaria da salvaguardare per le generazioni future», dice Dedola che racconta le diverse epoche attraverso le sue riproduzioni in ceramica di dolmen, menhir, nuraghi, dee madri, navicelle shardana, domus de Janas e giganti di Mont’e Prama.

Non manca la riproduzione del Castello di Bugos, omaggio al paese natio.

Ampio spazio alle tradizioni con una sezione dedicata alle maschere, ma anche al “Canto a Tenore” e al gioco di “Sa Murra”. Una passione per la cultura e la lingua sarda, frutto di tanti approfondimenti.

«Ho iniziato a scoprire i Shardana grazie ai libri di Leonardo Melis e ad appassionarmi alla grandezza di questo straordinario popolo che tutti, e non solo i sardi, dovrebbero conoscere«.

Quasi una missione culturale che i tempi della pandemia rendono difficile, ma la “Storia della Sardegna in ceramica” potrebbe diventare una mostra itinerante in occasione di eventi futuri.

«Questa produzione vuole essere il mio personale contributo a divulgare la conoscenza della nostra storia che non può e non deve essere dimenticata», conclude Dedola.

Ivana Fulghesu

WsStaticBoxes WsStaticBoxes