«I furbetti superano mio figlio autistico»
di Michela Cuccu
La denuncia della madre di un ragazzo con una grave forma della malattia: «Per lui nessuna priorità e l’Assl non risponde»
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ORISTANO. «Mio figlio è autistico, ma per lui ancora non c’è possibilità di ricevere il vaccino». Ci sono cose che una madre non può sopportare, ad esempio il silenzio delle autorità sanitarie di fronte alle richieste di avere gli strumenti per poter proteggere dal rischio di contagio il proprio figlio colpito da una grave forma di disabilità e per questo motivo, estremamente fragile. «Ho inviato almeno due mail alla Direzione generale della Assl, senza mai ottenere risposta. Neppure un diniego alla mia richiesta, che sarebbe stato meno umiliante del silenzio che devo sopportare».
È la denuncia di Francesca Manca, 58 anni: «Mio figlio Nicola ha 26 anni e una forma molto grave di autismo che gli rende difficile tutto, anche comunicare con l’esterno – racconta –. Speravo di poterlo far vaccinare essendo un soggetto fragile e dunque a rischio». Francesca Manca, che assieme al marito Graziano Masia, fondò più di vent’anni fa l’associazione Autismo Sardegna Onlus ha scritto anche al generale Francesco Figliuolo, Commissario straordinario nazionale per l’emergenza covid, per segnalare il problema. «Chiediamo soltanto il rispetto delle disposizioni nazionali, che prevedono di vaccinare subito le persone con grave fragilità e coloro che li accudiscono, appunto la categoria nella quale rientra Nicola – spiega –. Abbiamo provato a chiedere di mettere in lista nostro figlio, anche attraverso la prenotazione online, che ci è stata respinta. Finora, l’unica cosa che sappiamo è che la Regione ha messo in stand by le vaccinazioni per le categorie fragili e non mi si dica che tutto dipende dal fatto che mancano le dosi: furbetti e accozzati che hanno saltato la fila, hanno potuto vaccinarsi prima degli altri».
La madre del ragazzo spiega che nella sua stessa condizione ci sono i genitori di altri dieci ragazzi disabili che frequentano il medesimo centro diurno di suo figlio, dove però, almeno gli operatori che li seguono, sono stati vaccinati. «I nostri ragazzi sono felici di frequentare la struttura dove possono stare assieme e imparare tante cose. La preoccupazione è che, senza l’immunizzazione, le cose possano complicarsi», dice ancora. Francesca Manca in queste settimane non è stata a guardare. Spiega di aver chiesto aiuto anche al sindaco Andrea Lutzu: «So che è intervenuto. C’era stato detto che avremmo potuto vaccinare i nostri figli, poi, è calato il silenzio e nessuno mi ha più contattata».
È una situazione certo molto dura e la signora Francesca non fa mistero di quanto sia difficile seguire un figlio che, malgrado mille precauzioni, è più esposto al rischio di contagio di tanti che hanno saltato la fila, ma un vaccino sono riusciti ad averlo.
È la denuncia di Francesca Manca, 58 anni: «Mio figlio Nicola ha 26 anni e una forma molto grave di autismo che gli rende difficile tutto, anche comunicare con l’esterno – racconta –. Speravo di poterlo far vaccinare essendo un soggetto fragile e dunque a rischio». Francesca Manca, che assieme al marito Graziano Masia, fondò più di vent’anni fa l’associazione Autismo Sardegna Onlus ha scritto anche al generale Francesco Figliuolo, Commissario straordinario nazionale per l’emergenza covid, per segnalare il problema. «Chiediamo soltanto il rispetto delle disposizioni nazionali, che prevedono di vaccinare subito le persone con grave fragilità e coloro che li accudiscono, appunto la categoria nella quale rientra Nicola – spiega –. Abbiamo provato a chiedere di mettere in lista nostro figlio, anche attraverso la prenotazione online, che ci è stata respinta. Finora, l’unica cosa che sappiamo è che la Regione ha messo in stand by le vaccinazioni per le categorie fragili e non mi si dica che tutto dipende dal fatto che mancano le dosi: furbetti e accozzati che hanno saltato la fila, hanno potuto vaccinarsi prima degli altri».
La madre del ragazzo spiega che nella sua stessa condizione ci sono i genitori di altri dieci ragazzi disabili che frequentano il medesimo centro diurno di suo figlio, dove però, almeno gli operatori che li seguono, sono stati vaccinati. «I nostri ragazzi sono felici di frequentare la struttura dove possono stare assieme e imparare tante cose. La preoccupazione è che, senza l’immunizzazione, le cose possano complicarsi», dice ancora. Francesca Manca in queste settimane non è stata a guardare. Spiega di aver chiesto aiuto anche al sindaco Andrea Lutzu: «So che è intervenuto. C’era stato detto che avremmo potuto vaccinare i nostri figli, poi, è calato il silenzio e nessuno mi ha più contattata».
È una situazione certo molto dura e la signora Francesca non fa mistero di quanto sia difficile seguire un figlio che, malgrado mille precauzioni, è più esposto al rischio di contagio di tanti che hanno saltato la fila, ma un vaccino sono riusciti ad averlo.
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