Il sindaco: «Lavori finiti, non arriveranno a Punta Tonnara»
SAN VERO MILIS. «I lavori sulla costa di Su Pallosu sono praticamente terminati. Non proseguiranno per altri 150 metri e non arriveranno fino a Punta Tonnara semplicemente perché non era e non è...
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SAN VERO MILIS. «I lavori sulla costa di Su Pallosu sono praticamente terminati. Non proseguiranno per altri 150 metri e non arriveranno fino a Punta Tonnara semplicemente perché non era e non è previsto nel progetto». È il sindaco di San Vero, Luigi Tedeschi, ad annunciare una notizia che gli abitanti della borgata e i tanti amanti di quelle dune e delle scogliere, attendevano, anzi, invocavano. Per chiedere di fermare i lavori destinati a mitigare l’erosione di quella parte di costa estremamente fragile, era stata promossa una petizione online, appunto rivolta al sindaco di San Vero e che ha superato le 300 adesioni. «Non potrei mai rispondere a quella petizione per il semplice motivo che si basa su falsi presupposti» dice Tedeschi che vorrebbe mettere fine alle polemiche che definisce «inutili». Secondo il sindaco, infatti, tutto nascerebbe da un equivoco. «Chi contesta i lavori conosce unicamente il progetto preliminare e non quello esecutivo, dove, non c’è nulla di quanto accusano gli ambientalisti», dice Tedeschi che appena un mese fa convocò una conferenza stampa dove, il direttore dei lavori l’ingegner Emanuele Tiddia e il gelogo Maurizio Costa di “Criteria”, società che assieme a “Prima ingegneria di Livorno”, ha curato la progettazione e gli studi preliminari per le opere che oltre a Su Pallosu hanno interessato anche l’area di s’Anea Scoada, avevano difeso il loro operato. Durante la conferenza stampa era stato spiegato che i lavori di contenimento dell’erosione fossero stati eseguiti con la posa di massi di contenimento ai piedi delle scogliere e la sistemazione di una doppia palizzata di legno. Materiali naturali, avevano detto, utilizzati per non danneggiare l’ambiente, in una zona che negli ultimi decenni ha visto sorgere villette e case oggi, per via dell’erosione, sempre più pericolosamente al limite delle falesie, dunque, in condizioni di pericolo. (m.c.)
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