Cantiere di via Lepanto finalmente i primi lavori

A pochi metri dalla chiesa di Sant’Efisio recintata una vasta area comunale Accoglierà 45 alloggi destinati ai nuclei famigliari di fascia media

ORISTANO. In via Lepanto si fa sul serio. Il cantiere per la realizzazione, a poche centinaia di metri dalla chiesa di Sant'Efisio, del contestato progetto di housing sociale sta entrando nel vivo.

L'impatto visivo non è di poco conto: tutta l'area dove sorgeranno le palazzine è stata recintata con una rete bianca e rossa a maglia fitta, che lascia solo intravvedere ciò che sta dentro il terreno. Recintata anche l'area asfaltata al termine della via, confinante col giardino di melograni, dove gli operai hanno sistemato i container e stanno procedendo al taglio di alcune piante di oleandro.

Nella zona sono stati persi molti parcheggi, cancellati da un'ordinanza del Comune rilasciata a inizio gennaio e destinata a restare in vigore sino al 31 dicembre.

Sino a lunedì è in vigore anche un'ordinanza di divieto di transito, per consentire ai mezzi pesanti di trasportare i materiali necessari all'avvio del cantiere. Il divieto vale solo dalle 8 alle 9, ma qualche disagio si è già verificato anche dopo, a causa della difficile convivenza fra i lunghi autoarticolati e i veicoli dei residenti e di impiegati e fruitori del centro per l'impiego e del centro di educazione per gli adulti.

I lavori, comunque, sembrano essere partiti per davvero: dei lunghi tubi sono stati scaricati nell'area di cantiere che è stata sbancata nelle scorse settimane. Resta però in sospeso la partita giudiziaria, con un ricorso al Tar presentato da un comitato di residenti, rappresentati dall'avvocato Luca Casula, che, se accolto, potrebbe imporre la riduzione dell'altezza dei palazzi da 19 a 15 metri.

L'udienza di fronte ai giudici amministrativi è fissata per il 19 maggio e la sentenza potrebbe arrivare nelle settimane successive.

Il progetto prevede la realizzazione di 45 appartamenti, da mettere sul mercato con un canone di affitto o un prezzo di vendita calmierati per alcune categorie di persone. I destinatari dell'iniziativa sono quei nuclei famigliari di fascia media, esclusi dal libero mercato immobiliare per l'altezza dei prezzi, ma allo stesso tempo al di sopra dei requisiti massimi per l'accesso all'edilizia residenziale pubblica che, peraltro, ha lunghissime liste d'attesa.

Il progetto prevede anche attività legate alla vita di comunità, attraverso gruppi di acquisto solidale o attività negli spazi condivisi. Se ne occupa il fondo immobiliare Torre Sgr, che ha vinto un bando di gara della Regione per la realizzazione di progetti di housing sociale nelle principali città dell'isola. Per molti residenti, però, il progetto avrà un impatto troppo alto su una zona già molto urbanizzata, con pochi spazi verdi e parcheggi e scarsa viabilità.

Il Comune aveva promesso interventi per alleviare il carico antropico, con l'apertura di una nuova strada di accesso all'area. Al momento, però, nulla si è mosso in questa direzione.

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