Covid e ostacoli, per il paziente è un’odissea

Accertamenti impossibili: un anziano di Simaxis non riesce ad accedere alla chemioterapia

SIMAXIS. «Mio padre ha 82 anni e nelle ultime due settimane è finito ben quattro volte in Pronto soccorso. Oggi lo hanno finalmente ricoverato, ma ha dovuto attendere quasi 13 ore». È una vera e propria odissea, quella che racconta Gregorio Manca di Simaxis che, per riuscire a far ottenere le cure necessarie all’anziano genitore, da mesi fa la spola tra gli ospedali Cagliari e Oristano.

Il signor Tito non ha solo un tumore che dovrebbe curare con la chemioterapia e per questo deve rivolgersi a Cagliari o a Nuoro, dato che il Servizio di Oncoematologia del San Martino è ancora in attesa di diventare reparto, così da evitare ai pazienti dell’Oristanese di dover viaggiare per avere le terapie. Il signor Tito soffre anche di una forma di demenza senile che negli ultimi tempi si sarebbe ulteriormente aggravata.

È ancora il figlio a raccontare: «Due mesi fa mio padre era ricoverato all’ospedale Oncologico di Cagliari per essere sottoposto a chemioterapia che purtroppo, non è mai iniziata. Ha avuto una crisi dovuta alla demenza, più importante del solito, tanto che abbiamo dovuto riportarlo a casa». Rientrati a Simaxis, il figlio fa visitare suo padre da un medico del reparto di Psichiatria del San Martino. «Gli prescrivono una cura che purtroppo non da gli esiti sperati – racconta Gregorio –. Le crisi sono continuate, una più pesante dell’altra. Mio padre inizia a fare avanti e indietro dal Pronto soccorso, ma nessun medico trova il modo di farlo stare meglio».

L’anziano avrebbe infatti necessità di cure specifiche. «Dalla Psichiatria ci indicano di chiedere una consulenza all’Unità di valutazione Alzheimer, ma i tempi di attesa in questo periodo sono lunghissimi – dice Gregorio – e poi mio padre deve fare assolutamente la chemioterapia che certo non può essergli somministrata in queste condizioni». E aggiunge: «Percepisce una pensione, potrebbe stare in una struttura sanitaria, ma in queste condizioni nessuno lo prenderebbe».

Martedì sera, il signor Tito cade in preda dell’ennesima crisi. Arriva al pronto soccorso in ambulanza attorno alle 23. «Lo prendono in carico, lo sottopongono alle analisi dalle quali risulta nuovamente che mio padre ha un tumore. E intanto chiedono una consulenza psichiatrica. Come tutti sanno per le disposizioni anticovid, in ospedale, i familiari non possono stare accanto ai pazienti. Così dopo aver parlato con il medico, a notte fonda, ritorno a casa ad aspettare», riferisce il figlio che però, comprensibilmente preoccupato, a metà mattina è di nuovo di fronte al Pronto soccorso per avere notizie di quel padre che «Ha bisogno di assistenza continua». Ieri, attorno alle 13, a Gregorio Manca comunicano che il padre è stato ricoverato in Psichiatria. «Resta però da capire se e quando gli faranno anche la chemioterapia. Lui a Cagliari, in queste condizioni, non può certo andare«, è l’allarmata conclusione di Gregorio Manca.

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