«Medici in affitto, serve trasparenza»

Dopo le critiche della Cimo interviene sul “caso Delogu” anche l’Ordine dei medici con un nota rivolta ai vertici dell’Ats

ORISTANO. Ad avere dubbi sulla regolarità dell’affidamento a privati del Centro di emergenza territoriale all’ospedale Delogu di Ghilarza, adesso si è aggiunto anche l’Ordine dei medici. Il presidente dell’Ordine, Antonio Sulis, Ha scritto al Commissario dell’Ats, Massimo Temussi e ai direttori amministrativo e sanitario, Giorgio Carboni Attilio Murru, chiedendo informazioni sull’iter amministrativo seguito per l’affidamento del servizio, sulle modalità operative ma anche «di conoscere i nominativi dei medici operanti, i rispettivi titoli accademici e le qualifiche professionali specifiche». Non è tutto. Nella lettera che Sulis ha inviato anche ai vertici della Assl di Oristano, il presidente dell’Ordine chiede se l’Ats abbia provveduto «a verificare l’esistenza di eventuali situazioni di compatibilità per ogni medico assunto dalla Medical Support Team per operare all’interno del presidio». Come un siluro, l’Ordine si inserisce nella pesante polemica attorno alla scelta di riaprire il presidio, affidandolo a privati. Prima c’era stato il botta e risposta tra il commissario Assl, Antonio Francesco Cossu, e il commissario Ares-Ats, Massimo Temussi; poi il consigliere regionale Domenico Gallus, presidente della commissione consiliare per la Sanità, che aveva chiesto la testa proprio del commissario dell’Assl di Oristano, seguita poche ore dopo dal segretario aziendale del Cimo, il Coordinamento italiano dei medici ospedalieri, Giampiero Sulis. «C’è stata una mancanza di informazioni sull’apertura del centro di emergenza territoriale o punto di primo intervento nonostante l’informativa sia espressamente prevista quando ci sono dei cambiamenti nell’organizzazione del lavoro», aveva denunciato il rappresentante del sindacato medico. Proprio le perplessità sollevate dal Cimo hanno indotto l’Ordine ad intervenire per chiedere chiarezza. «A oggi non conosciamo l’attività che viene svolta all’interno di questa struttura né se e quando sia stata effettivamente accreditata – aveva denunciato il sindacalista – sappiamo che il servizio è stato affidato alla ditta esterna, ma non sappiamo chi ci lavori né come ci lavori. Sono medici specialisti? In che settore? Hanno accesso alle strutture informatiche aziendali e in che modo? In che modo richiedono consulenze ed esami e a carico di chi sono le spese? Non sono dettagli perché da queste informazioni deriva una serie di obblighi e di profili di responsabilità che è necessario conoscere». Ora sarà compito dei vertici di Ats e Assl fornire i chiarimenti che possano sgombrare ogni dubbio sulla decisione, di affidare a privati uno dei servizi più importanti dell’ospedale Delogu.

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