«Ats e Assl mantengano le promesse»
di Michela Cuccu
Da mesi tra parti sociali e vertici aziendali è in corso un inconcludente confronto, che si riverbera sulla pelle dei pazienti
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ORISTANO. «Adesso possiamo sederci e discutere di sanità»: non c’è soltanto l’accordo che ha posto fine allo stato di conflittualità, proclamato da Cgil, Cisl e Uil, tra i risultati ottenuti dalla tavolo di raffreddamento con i vertici regionali e locali della sanità e i sindacati, convocato l’altra sera dal prefetto Fabrizio Stelo. «Eravamo arrivati a minacciare lo sciopero perché da mesi che chiediamo la convocazione del tavolo permanente della sanità in provincia di Oristano, che ci era stato promesso a dicembre e per noi indispensabile per valutare quanti degli impegni assunti a suo tempo da assessore, Ats e Assl per la messa in sicurezza e il ripristino di piena operatività dei presidi ospedalieri, il rafforzamento e ampliamento di presidi di sanità territoriale e delle unità dell’Usca, fossero stati mantenuti», dice il segretario provinciale di Cgil Fp, Sandro Fronteddu che assieme ai suoi omologhi di Fp Cisl, Salvatore Seoni; di Fpl Uil, Michele Zucca; del Cimo, Giampiero Sulis; Giuseppe Obinu di Aaroi e Luigi Curreli di Anaao Assomed, hanno partecipato al vertice tenuto in videoconferenza. «In questi mesi dovevano realizzare il reparto covid a Bosa, il recupero di funzionalità dell'ospedale di Ghilarza, il rafforzamento degli organici del San Martino, ed un ancor più massiccio intervento di radicamento dei presidi territoriali: non è accaduto nulla, a parte l'apertura del Punto di primo intervento al Delogu, con le polemiche che conosciamo», dice Fronteddu. I sindacati ora attendono di poter discutere con l’Ats (assente alla riunione per impegni sopraggiunti del commissario straordinario Massimo Temussi) e valutare i piani per la Assl di Oristano, anche alla luce del piano di riordino delle Assl proposto dalla Giunta regionale. «Bisogna mettere in rete i tre ospedali di Oristano, Bosa e Ghilarza. Non si può pretendere che nel nostro territorio, con 87 Comuni mal collegati, un paziente debba essere costretto ad andare per forza a Oristano per curarsi, affrontando magari un'ora e mezza di viaggio», dice il segretario della Cgil che pone la strutturazione e il rafforzamento della sanità territoriale come uno dei punti principali da affrontare. «Chiediamo potenziamento dei distretti e dei poliambulatori, la realizzazione delle case della salute, la messa a regime degli ospedali con la copertura degli organici» dice il sindacalista che precisa: «Se non faremo questo, al termine della pandemia, ci troveremo a dover gestire le macerie della sanità». Insomma, serve coprire gli organici e attivare servizi esistenti ancora sulla carta. «Non è un problema di risorse. I fondi ci sono, dato che hanno speso quasi un milione per il punto d'accesso di Ghilarza– conclude – trovino come finanziare il resto. In ogni caso, se non manterranno gli impegni, siamo pronti a scioperare».
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