Sardi e sicuri deludente, in 2mila fanno il tampone
di Davide Pinna
Primo giorno dello screening di massa per scovare positivi e fermare il virus Nelle 21 sedi provinciali si presenta appena l’1,26 per cento della popolazione
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ORISTANO. Comincia nel disinteresse generale, a Oristano e anche nel resto della provincia, lo screening di massa “Sardi e sicuri”. L’iniziativa tanto attesa e invocata nei mesi scorsi, in questa fine di maggio diventa poco più che una nota a margine nella vita degli oristanesi. I ritmi di accesso alle tre palestre individuate nel capoluogo sono da siesta pomeridiana quasi estiva, tanto che passano anche delle mezz’ore prima che qualcuno si presenti per effettuare il tampone. A fine giornata si conteranno 2mila tamponi eseguiti nelle 21 sedi operative dislocate in provincia per una percentuale dell’1,26%.
Se la tendenza è questa, vien difficile pensare che oggi ci sarà una netta inversione di rotta. A metà mattina nella palestra di San Nicola, in via Levante, gli operatori conteggiavano in totale una ventina di visite. Qualche ora prima, in via Fermi a Torangius, medici, infermieri e volontari raccontavano di un visitatore ogni dieci o quindici minuti, ma con il passare delle ore la frequenza si è andata diradando. Poco cambia nell’altro punto individuato, quello della palestra di via Marconi. Verso mezzogiorno a San Nicola si presenta una famiglia. Arrivano da Oristano e spiegano: «Siamo qui per fare un controllo generale, approfittiamo di questa occasione, ci sembra una cosa utile sia per noi che per la collettività».
Sono però un’eccezione. Tra cortile e palestra c’è almeno una ventina di persone, fra medici, infermieri e volontari che dovrebbero gestire un afflusso che invece non è per nulla problematico. Gli operatori raccontano che il “picco” di affluenza, ma siamo nell’ordine di grandezza delle unità, si è avuto all’apertura del centro alle 8.30 del mattino: «Sono venute soprattutto persone sui sessant’anni e qualche giovane».
Qualcuno prova a riflettere sulle ragioni di tanto disinteresse: «Certamente c’è da dire che la campagna vaccinale sta andando avanti e ultimamente con ottimi numeri ed è giusto che ci si concentri soprattutto su quella. Anche questa però è un’iniziativa utile e importante, si tratta di un servizio ai cittadini».
I cittadini, effettivamente, nei mesi scorsi chiedevano con impazienza quando “Sardi e sicuri” sarebbe arrivata in provincia di Oristano. Le cose nel frattempo sono però cambiate parecchio. Lo screening di massa, frutto della collaborazione della Regione con il virologo Andrea Crisanti e costato in tutto svariati milioni di euro, è cominciato ufficialmente il 4 gennaio in Ogliastra: al termine della campagna ogliastrina si registrarono 27mila tamponi, l’80 per cento del target. Ci sono voluti quasi sei mesi per arrivare a Oristano e il risultato è questo.
C’è il bel tempo e ci sono i numeri che calano: da giorni a Oristano si registrano più guarigioni che contagi e in totale, nel capoluogo, ci sono 42 positivi. Ci sono poi i vaccini: molti anziani sono già stati vaccinati e ormai anche tante persone sopra i cinquant’anni hanno ricevuto la loro dose. Inutile per loro fare il tampone, così come preferiscono non farlo tanti ultra quarantenni che si sono prenotati in questi giorni e a breve riceveranno la somministrazione. I numeri dell’Ats dicono che le sedi che hanno eseguito il maggior numero di test sono state quelle di Bosa (286) e Terralba (230), seguite da Oristano (214), Ghilarza (202), Santa Giusta (108) e Zerfaliu (93).
Se la tendenza è questa, vien difficile pensare che oggi ci sarà una netta inversione di rotta. A metà mattina nella palestra di San Nicola, in via Levante, gli operatori conteggiavano in totale una ventina di visite. Qualche ora prima, in via Fermi a Torangius, medici, infermieri e volontari raccontavano di un visitatore ogni dieci o quindici minuti, ma con il passare delle ore la frequenza si è andata diradando. Poco cambia nell’altro punto individuato, quello della palestra di via Marconi. Verso mezzogiorno a San Nicola si presenta una famiglia. Arrivano da Oristano e spiegano: «Siamo qui per fare un controllo generale, approfittiamo di questa occasione, ci sembra una cosa utile sia per noi che per la collettività».
Sono però un’eccezione. Tra cortile e palestra c’è almeno una ventina di persone, fra medici, infermieri e volontari che dovrebbero gestire un afflusso che invece non è per nulla problematico. Gli operatori raccontano che il “picco” di affluenza, ma siamo nell’ordine di grandezza delle unità, si è avuto all’apertura del centro alle 8.30 del mattino: «Sono venute soprattutto persone sui sessant’anni e qualche giovane».
Qualcuno prova a riflettere sulle ragioni di tanto disinteresse: «Certamente c’è da dire che la campagna vaccinale sta andando avanti e ultimamente con ottimi numeri ed è giusto che ci si concentri soprattutto su quella. Anche questa però è un’iniziativa utile e importante, si tratta di un servizio ai cittadini».
I cittadini, effettivamente, nei mesi scorsi chiedevano con impazienza quando “Sardi e sicuri” sarebbe arrivata in provincia di Oristano. Le cose nel frattempo sono però cambiate parecchio. Lo screening di massa, frutto della collaborazione della Regione con il virologo Andrea Crisanti e costato in tutto svariati milioni di euro, è cominciato ufficialmente il 4 gennaio in Ogliastra: al termine della campagna ogliastrina si registrarono 27mila tamponi, l’80 per cento del target. Ci sono voluti quasi sei mesi per arrivare a Oristano e il risultato è questo.
C’è il bel tempo e ci sono i numeri che calano: da giorni a Oristano si registrano più guarigioni che contagi e in totale, nel capoluogo, ci sono 42 positivi. Ci sono poi i vaccini: molti anziani sono già stati vaccinati e ormai anche tante persone sopra i cinquant’anni hanno ricevuto la loro dose. Inutile per loro fare il tampone, così come preferiscono non farlo tanti ultra quarantenni che si sono prenotati in questi giorni e a breve riceveranno la somministrazione. I numeri dell’Ats dicono che le sedi che hanno eseguito il maggior numero di test sono state quelle di Bosa (286) e Terralba (230), seguite da Oristano (214), Ghilarza (202), Santa Giusta (108) e Zerfaliu (93).
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