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Oristano

Porticciolo, sfiorata la rissa nella sede

Porticciolo, sfiorata la rissa nella sede

Sabato i due cda delle Marinerie Oristanesi si sono affrontati negando reciprocamente il diritto a entrare. Arriva la Polizia

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ORISTANO. I toni sono sempre più caldi, nello scontro per il controllo societario delle Marine Oristanesi, e nessuno risparmia allusioni a possibili conseguenze penali e civili per i soggetti coinvolti nella vicenda. Due ditte, la Tharros Yachting e il Circolo Nautico, reclamano la proprietà della società che gestisce il porticciolo di Torregrande. Nel fine settimana c’è stato anche un confronto diretto nella sede della società, con i rappresentanti dei due cda contendenti che rivendicavano il proprio diritto a entrare nell'edificio e negavano quello del rivale. Il confronto si è interrotto, dopo lunghe discussioni, con l'arrivo della Polizia, come riferiscono testimoni. L'episodio testimonia il clima bollente nello scontro, destinato a surriscaldarsi ulteriormente. Dopo l’annuncio, sabato, del nuovo consiglio d'amministrazione insediato da Tharros Yachting e presieduto da Gianni Salis e le repliche, domenica, di Costantino Porcu, presidente del consiglio d'amministrazione sostenuto dal Circolo, che ha negato il ruolo di socio alla Tharros, ora prende la parola anche il Comune, proprietario sino all’estate 2019 delle quote contese fra i due litiganti. Le affermazioni di Porcu erano destinate soprattutto alla Tharros Yachting, ma è il Comune a replicare, divulgando una nota scritta proprio per conto dell'ente locale dall'avvocato Carlo Ibba. Una presa di posizione netta, quella del Comune in favore di Tharros Yachting, che non sorprende visto il peso politico della vicenda, per quanto si inserisca in una vertenza fra privati legata al controllo di una società ugualmente privata. Ordinario di Diritto commerciale all'Università di Sassari, Ibba è il legale che ha seguito il Comune sino ad oggi insieme a Gianna Caccavale nelle pratiche legate all'alienazione delle quote. Il punto più interessante sta in coda, con Ibba che avvisa Porcu sui rischi giudiziari di un eventuale ostruzionismo nei confronti del nuovo assetto societario: «Chi rischia conseguenze risarcitorie, o di altro genere, è prima di tutti l'ex presidente delle Marine (Costantino Porcu, ndr) che si frappone al legittimo esercizio dei diritti di socio da parte di Tharros Yachting e al legittimo esercizio delle prerogative proprie degli amministratori in carica, nominati da Tharros Yachting». Il ragionamento di Ibba comincia riconoscendo uno degli argomenti di Porcu: «È vero che il provvedimento del Tribunale del registro e la pubblicazione nel registro delle imprese del nuovo cda non hanno stabilito chi sia il proprietario delle quote delle Marine già appartenute al Comune. Chi vuole stabilirlo dovrà proporre un giudizio in sede contenziosa presso il Tribunale delle imprese». La consonanza, però, si interrompe qui: «L'ex presidente tuttavia trascura il fatto che i due provvedimenti hanno individuato chi è titolato a esercitare i diritti di socio e qual è il consiglio d'amministrazione legittimato a operare con terzi. Di fronte alla società è socio chi è individuato come tale nel registro, di fronte a terzi è amministratore chi è individuato come tale nel registro». La conclusione del ragionamento è netta: «Le affermazioni del dottor Porcu sono assolutamente infondate e prive di ogni riscontro nella realtà giuridica e fattuale». L'esito della vicenda, ormai, sembra scontato: solo una causa davanti al Tribunale delle imprese potrà risolvere definitivamente la contesa sulla proprietà. Prima, probabilmente, si tornerà davanti al giudice del registro, con Circolo Nautico e Costantino Porcu che chiederanno la cancellazione dal registro degli atti di insediamento del nuovo cda presieduto da Salis: «La Tharros Yachting ha acquistato dal Comune delle quote di cui l'ente locale non era più proprietario, perciò tutti gli atti successivi sono illegittimi».

Davide Pinna

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