Gara deserta per il frantoio comunale

Entro giugno il nuovo bando, in attesa di acquirenti 

ARDAULI. Nulla di fatto per il frantoio comunale. La gara per l' affidamento della gestione è andata deserta. Dal 2010 l'impianto realizzato nella zona degli insediamenti produttivi ha funzionato ininterrottamente sotto la responsabilità di una cooperativa del posto, che ora sta cessando l'attività. Malgrado un potenziale candidato in meno, l'amministrazione confidava nella possibilità di attrarre ugualmente degli investitori. Speranza fondata anche sul fatto di aver reso economicamente più appetibile la gestione dell'impianto di trasformazione rispetto alle condizioni contrattuali originali. Il risultato è stato però deludente. L'attività d'impresa, che erogava un servizio richiesto anche da una clientela esterna, non ha attratto l'interesse di alcun imprenditore. Il fallimento non condizionerà i piani dell'amministrazione ardaulese, che intende rendere nuovamente produttiva la struttura. «Faremo un secondo tentativo a giugno pubblicheremo un nuovo bando», annuncia il vicesindaco Marco Deiana, che esclude ritocchi al capitolato d'appalto. «Avevamo già introdotto condizioni molto vantaggiose per il gestore, abbassare ulteriormente i costi vorrebbe dire cedere gratis il frantoio e non si può», dice l'amministratore. Ogni anno l'impianto comunale trattava significativi quantitativi di olive, in gran parte provenienti dalle coltivazioni di Ardauli, rinomata per la qualità del prodotto, oltre che dai comuni limitrofi e dai paesi ai confini della provincia come Teti e Austis. Il bando di gara prevede la concessione degli impianti per 5 anni rinnovabili e un canone a base d'asta di tremila euro con esenzione per i primi dodici mesi. (mac)

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