I più giovani danno una mano ai barracelli

PAULILATINO. Nelle prossime settimane si costituirà a Paulilatino una seconda compagnia barracellare. Non sarà un organismo in competizione con il corpo di polizia rurale operativo già da anni, ma un...

PAULILATINO. Nelle prossime settimane si costituirà a Paulilatino una seconda compagnia barracellare. Non sarà un organismo in competizione con il corpo di polizia rurale operativo già da anni, ma un gruppo di supporto che coadiuverà i colleghi nell'azione di vigilanza svolta in ambito urbano.

Si tratta forse di un caso unico in Sardegna, di certo non ha precedenti in zona. La paternità dell'idea è del Consiglio comunale dei ragazzi, che intende in questo modo rendere un servizio utile alla collettività. La compagnia sarà strutturata in tutto e per tutto come quelle tradizionali. L'assetto interno sarà deciso con regolari votazioni, previste tra un paio di settimane al massimo. Una volta definita la catena di comando i giovani barracelli entreranno in azione, con tanto di divisa e cartellino di riconoscimento forniti dai colleghi più grandi. Le future sentinelle, tutti studenti delle medie, cercheranno di fare proseliti anche i compaesani di quindici e sedici anni.

I ragazzi hanno già avuto un primo confronto con il capitano della compagnia, Giuseppe Caddeo, al quale hanno sottoposto il loro piano operativo. Gli agenti in erba si divideranno in quattro gruppi e a rotazione effettueranno la sorveglianza nel centro urbano. L'obiettivo dichiarato è di monitorare quotidianamente la situazione interna al paese, soprattutto per quanto attiene al decoro urbano e ai problemi di natura ambientale, come l'abbandono dei rifiuti.

Occasionalmente il raggio d'azione potrebbe estendersi alle campagne. Il campo d'osservazione, inoltre, riguarderà anche eventuali fenomeni di teppismo o di bullismo. Un compito assunto in un'ottica di educazione e sensibilizzazione e non di repressione. «I giovani accettano più facilmente le sollecitazioni che ricevono dai pari età piuttosto che dagli adulti», spiega il coordinatore regionale dei consigli dei ragazzi, Mario Di Rubbo, ammirato da tanta intraprendenza. «È un'iniziativa lodevole: idee come questa possono favorire e rendere la collaborazione tra le generazioni sempre più costruttiva».

Maria Antonietta Cossu

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