Una giornata speciale per il “Gabbiano”
Obiettivo, una raccolta fondi per una casa famiglia legata al progetto di accoglienza “dopo di noi”
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ORISTANO. È stata una giornata all’insegna della festa e della gioia quella vissuta ieri dalla ragazze e dai ragazzi ospiti della comunità “Il Gabbiano”, gestita in città dai figli dell’immacolata Concezione di Padre Luigi Monti, resa ancora più speciale dalla presenza della cantante mogorese, scuola Mogol, Laura Spanu.
Una giornata che ha contribuito a far sorridere ed emozionare, oltre che i protagonisti saliti sul palco allestito nel giardino della struttura, anche chi deve fare i conti ogni giorno con le difficoltà di un figlio affetto da disabilità.
«Dopo un lungo periodo di chiusura e di sofferenza, i nostri ragazzi e ragazze hanno ripreso le normali attività – spiega Padre Giovanni Petrelli, responsabile della comunità oristanese – l’evento odierno, come gli altri organizzati qui da noi, ha messo in mostra le loro qualità e capacità, ma soprattutto ha consolidato il rapporto di amicizia creatosi tra loro e i loro istruttori».
E i ragazzi, veri protagonisti della giornata, perfettamente a loro agio, hanno cantato, ballato, recitato poesie, con Laura Spanu e da soli, dando dimostrazione oltreché di bravura anche di saper padroneggiare la scena.
Laura Spanu, volto noto del panorama artistico isolano, ha detto. «Il regalo non l’ho fatto io alle ragazze e ai ragazzi presenti nella struttura ma loro a me. È stato un momento di condivisione di una realtà che conoscevo già, ma che ogni volta contribuisce ad arricchirmi sotto il profilo umano». Padre Giovanni Petrelli si sta adoperando da tempo per concludere i lavori della casa famiglia da destinare alle persone che, dopo la perdita dei genitori, rimarranno sole. Una sorta di “dopo di noi”, che se ne prenda cura e le accudisca. Vi potranno trovare ospitalità dieci persone. Ma per terminare l’opera, servono aiuti economici che stentano ad arrivare. Si tratta di un’iniziativa di grande importanza e altamente meritoria, che merita sicuramente l’attenzione di istituzioni e privati che la sostengano. «Il nostro scopo e quello aiutare i nostri assistiti a vivere quanto più normalmente possibile – conclude Padre Giovanni – e lo facciamo organizzando laboratori, attività sportive e iniziative come quella odierna perché utili a farci conoscere e a favorire la loro inclusione». (pi.maro)
Una giornata che ha contribuito a far sorridere ed emozionare, oltre che i protagonisti saliti sul palco allestito nel giardino della struttura, anche chi deve fare i conti ogni giorno con le difficoltà di un figlio affetto da disabilità.
«Dopo un lungo periodo di chiusura e di sofferenza, i nostri ragazzi e ragazze hanno ripreso le normali attività – spiega Padre Giovanni Petrelli, responsabile della comunità oristanese – l’evento odierno, come gli altri organizzati qui da noi, ha messo in mostra le loro qualità e capacità, ma soprattutto ha consolidato il rapporto di amicizia creatosi tra loro e i loro istruttori».
E i ragazzi, veri protagonisti della giornata, perfettamente a loro agio, hanno cantato, ballato, recitato poesie, con Laura Spanu e da soli, dando dimostrazione oltreché di bravura anche di saper padroneggiare la scena.
Laura Spanu, volto noto del panorama artistico isolano, ha detto. «Il regalo non l’ho fatto io alle ragazze e ai ragazzi presenti nella struttura ma loro a me. È stato un momento di condivisione di una realtà che conoscevo già, ma che ogni volta contribuisce ad arricchirmi sotto il profilo umano». Padre Giovanni Petrelli si sta adoperando da tempo per concludere i lavori della casa famiglia da destinare alle persone che, dopo la perdita dei genitori, rimarranno sole. Una sorta di “dopo di noi”, che se ne prenda cura e le accudisca. Vi potranno trovare ospitalità dieci persone. Ma per terminare l’opera, servono aiuti economici che stentano ad arrivare. Si tratta di un’iniziativa di grande importanza e altamente meritoria, che merita sicuramente l’attenzione di istituzioni e privati che la sostengano. «Il nostro scopo e quello aiutare i nostri assistiti a vivere quanto più normalmente possibile – conclude Padre Giovanni – e lo facciamo organizzando laboratori, attività sportive e iniziative come quella odierna perché utili a farci conoscere e a favorire la loro inclusione». (pi.maro)
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