«Il campo in terra per i meno giovani»

L’assessore Zedda vuole al Tc Torregrande due superfici: greenset e rosso

ORISTANO. La ristrutturazione del quinto campo in greenset al Tennis Club di Torregrande dovrà aspettare. La maggioranza ha infatti respinto, con 13 voti contro 10, la mozione dell'opposizione che chiedeva di realizzarlo immediatamente con le economie di cantiere del progetto di rifacimento degli altri quattro. Passa dunque la linea dell'assessora Bonaria Zedda, messa nero su bianco in una delibera di Giunta il 15 giugno: il quinto campo in greenset, fondamentale per l'omologazione del club nei tornei internazionali, si farà solo quando saranno reperite le risorse per la costruzione del sesto campo, ancora da costruire, in terra battuta. E se qualcuno si aspettava che ieri venisse assicurato che le risorse ci sono e che i lavori partiranno a breve, resterà deluso. L'assessora Zedda, nella replica agli interventi della minoranza, ha spiegato i motivi che hanno spinto la giunta, dopo mesi di tribolazioni, a scegliere questa soluzione. Motivi diversi da quelli messi per iscritto nella delibera. Lì si diceva che era importante «far cimentare gli allievi sulla terra battuta, le cui caratteristiche conferiscono un gioco differente, che spesso costituisce il terreno di gioco dei tornei di tennis in Italia». Ieri, in Consiglio, arriva invece il balzo generazionale: «Il tennis è uno sport aperto a tutti, una disciplina senza età – ha spiegato l'esponente di Fratelli d'Italia – il campo in terra battuta rallenta la velocità della palla ed è più morbido, così da non sollecitare le articolazioni, e questo aiuta i meno giovani». L'assessora aveva poco prima spiegato che la scelta della maggioranza di realizzare i due campi contemporaneamente «serve a dare risposte alle esigenze di entrambi i soci del tennis, diciamocela tutta, e forse anche nostri, perché no?». Un passaggio criptico, che sembra quasi una risposta agli attacchi del capogruppo Efisio Sanna che aveva affermato: «Le decisioni di questo tipo vanno prese in quest'aula, non nelle segreterie di partito e non da rappresentati eletti in altri consessi. Proponiamo questa mozione per levare le castagne dal fuoco agli esponenti della maggioranza imbarazzati dal fatto che, a sette mesi dalla fine del cantiere, le economie non siano ancora state impiegate per realizzare il quinto campo». A dare man forte a Sanna ci hanno pensato Maria Obinu, Anna Maria Uras e Francesco Federico. Nessun intervento della maggioranza, che però ha votato compatta a sostegno della giunta. (dav.pi.)

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