Palazzo Paderi, il Comune beffato la permuta svanisce
La Ats lo doveva cedere come compenso per l’hospice La burocrazia ha messo nel dimenticatoio la pratica
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ORISTANO. Il comune rischia di perdere Palazzo Paderi, l’edificio di proprietà della Assl che doveva secondo gli accordi transitare al Comune dopo che questi aveva eseguito i lavori per l’Hospice. e la responsabilità di tutto ciò è da addebitare solo alla Ats. Si può condensare così, la risposta dell'assessore al Patrimonio Angelo Angioi all'interpellanza dell'opposizione sullo stato della permuta fra il Comune e l'azienda sanitaria bloccata da quattro anni. Il palazzo nobiliare di via Carmine, due piani appartengono alla Assl e uno all'ente locale, sarebbe dovuto essere la contropartita per la realizzazione dell'hospice da parte del Comune. Un investimento di più di un milione di euro, provenienti da fondi regionali, effettuato dalla giunta Tendas. Come sempre, quando il Comune cede le sue proprietà, deve farlo in cambio di una contropartita equivalente, altrimenti commetterebbe un danno erariale. Così, si decise di accordarsi con l'azienda sanitaria per scambiare la struttura e il terreno dell'hospice con un immobile di valore equivalente. Tutto lineare, non fosse che dal 2018, anno in cui l'hospice è stato consegnato alla Assl, l'accordo è rimasto a metà. «L'hospice è un servizio molto importante – ha affermato la consigliera Dem Maria Obinu illustrando l'interpellanza – di cui dobbiamo andare orgogliosi. Però non è possibile che in quattro anni ancora la permuta non si sia conclusa». Angioi ha spiegato quali atti ha compiuto sinora il Comune: «A settembre del 2019, dopo la discussione sul tema in Consiglio comunale, inviammo alla Assl una lettera di sollecito al mantenimento dei propri impegni. Nel frattempo, la gestione del patrimonio è passata alla sede centrale di Sassari dell'Ats e questo avrebbe rallentato le pratiche. Ci sono stati numerosi incontri fra i tecnici del Comune e quelli dell'Ats, anche durante il lockdown del 2020. Stando a quel che dicono i tecnici dell'Ats, nelle interlocuzioni verbali con il Comune, la pratica è rallentata per via del mutato assetto gestionale dell'azienda sanitaria e a causa dell'impegno della struttura in altre pendenze patrimoniali che coinvolgono il Comune di Oristano nei procedimenti legati alla circonvallazione e al progetto di Oristano Est». Il Comune nella lettera del 2019 aveva sollecitato la Assl a compiere alcuni passaggi fondamentali: la conclusione della procedura di verifica dell'interesse culturale (palazzo Paderi è un bene storico tutelato), necessaria per l'autorizzazione all'alienazione prevista dal codice per i beni culturali; l'autorizzazione dall'Assessorato regionale alla Sanità alla permuta; infine, la verifica della congruità della valutazione del palazzo già svolta dalla Assl nel 2017. «In quattro anni avete compiuto un solo atto ufficiale di sollecito, un po' troppo poco, per non dire null», ha affermato il capogruppo Pd Efisio Sanna nella replica. «Il Comune è stato corretto e ha rispettato la sua parte di promesse. Vero che le risorse finanziarie arrivavano dalla Regione, ma il personale, politico e tecnico, è stato impegnato a lungo per consegnare in tempo all'azienda sanitaria una struttura di qualità che, peraltro, è stata aperta da loro con ritardo. A palazzo Paderi potremmo trasferire l'ufficio tributi, risparmiando i 37 mila euro che spendiamo ogni anno di affitto».
Davide Pinna
Davide Pinna
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